sabato 13 marzo 2010

Aspettando la Polverini...Confronto schiacciante


EMMA BONINO
Emma Bonino, candidata a governare il Lazio, è Vicepresidente del Senato della Repubblica. Nella scorsa legislatura, è stata Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee nel governo Prodi II. Grazie alla sua passione per la cultura e la lingua araba è una tra i più autorevoli esperti sul mondo mediorientale.Preparata e competente, vanta una carriera politica ventennale iniziata nel 1976 quando venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati tra le fila del Partito Radicale di cui divenne il segretario nel 1983. Emma è una persona limpida e trasparente*. Recentemente ha dichiarato che “c'è bisogno assolutamente di diritto, di uno Stato di diritto. Uno Stato che non può che essere assolutamente al servizio di chi vive situazioni di fragilità sociale. Su questo mi impegno se eletta, a dare la mia disponibilità sempre e comunque”.Al centro del suo programma politico c'è l'Innovazione, la Ricerca, la tutela e la valorizzazione dell'Ambiente. In tal senso ha più di una volta ribadito il suo netto NO al ritorno al nucleare come fonte energetica e alla privatizzazione dell'acqua pubblica.“Facciamo di queste elezioni anche un’occasione per ridare dignità, qui nel Lazio, a parole come legalità, come rispetto delle regole. Teniamo alta la bandiera della legalità e dello stato di diritto, della democrazia. In Italia e nel Lazio!” * Così l'ha definita Nichi Vendola, candidato governatore della Puglia
RENATA POLVERINI
Renata Polverini è una sindacalista ex segretario generale dell'UGL senza nessuna passata esperienza come amministratore locale. È il quotidiano Europa a smascherare che dei 2 milioni di tesserati nell'UGL solo 200 mila sono reali. Il resto è tutto gonfiato. La Polverini stessa non è riuscita a dare una risposta plausibile su questa lievitazione. La Polverini paga lo scotto di essere un candidato imposto da Gianfranco Fini e per questo è oggetto di critiche continue da parte delle diverse correnti esistenti all'interno del Pdl. Forse poco preparata sulle diverse vicissitudini laziali (ha dichiarato di non sapere cosa sia il fascicolo sul fabbricato di cui si discute dal 1998 a seguito del crollo di un palazzo in Via di Vigna Jacobini a Roma), si fa accompagnare da spin doctor che stanno peggiorando la situazione. Per come si muove o per quello che dice, ottiene sempre dei distinguo o precisazioni da parte dei suoi alleati e dal suo stesso staff. Andrea Augello, lo pseudo coordinatore della campagna elettorale, ha diramato una nota in cui nega ogni voce “di incomprensioni all'interno del comitato elettorale”. Excusatio non petita, accusatio manifesta: una smentita è una notizia data due volte.Del resto la suddivisione di poteri all'interno del suo comitato corrisponde alla storica rivalità tra i colonnelli di AN: Augello-Alemanno versus Rampelli-Gasparri. A questo si aggiunga poi le beghe di comunicazione a cui dover rincorrere per rimediare a figuracce. Singolare il caso del candidato Celori che per ottenere qualche voto in più dai nostalgici ha inviato ad amici e conoscenti il calendario per il 2010 di Benito Mussolini. Dulcis in fundo arrivano i guai giudiziari legati alla presentazione delle liste e dei simboli. La Polverini dopo un ricorso in Corte d'Appello è riuscita ad ottenere la validità del suo listino. La stessa cosa non può dirsi per il Pdl che, a causa di un panino da mangiare, ha presentato la propria lista con oltre 45 minuti di ritardo dall'orario massimo di scadenza per le presentazioni. C’è stato bisogno di un decreto truffa da parte del premier Berlusconi, per far sì che a Roma e provincia il Popolo delle libertà sia sulle schede elettorali. Ma è durato lo spazio di 48 ore e poi il TAR del Lazio ah repsinto di nuovo le liste. Dilettanti allo sbaraglio.

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