sabato 27 marzo 2010

Capita anche a Magliano

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
C'è del marcio a Magliano? Di sicuro delle uova, lanciate contro la saracinesca del negozio di gastronomia rumena appena aperto in viale XIII giugno. E la sensazione è di schifo. Ma non per il cattivo odore che promanava ieri - stando al racconto della brava Raffaella Di Claudio su Il Messaggero - dalle serrande del locale aperto lo scorso 19 marzo. Bensì il ribrezzo viene verso quegli imbecilli (sì, imbecilli) che hanno dimostrato di essere fuori dalla storia. Già, perché Magliano Sabina, nel suo essere crocevia di culture e di passaggi da sempre, mai ha avuto un approccio intollerante verso gli "altri". Se poi si aggiunge che questi "altri" sono esattamente come noi, i "nuovi cittadini" (la popolazione è arrivata a 3.920 residenti e non certo per gli autoctoni), l'atto rasenta il demenziale. E' interessante sottolineare, poi, che la manifestazione di disprezzo ed ostilità passi proprio per il cibo. Una recente inchiesta a firma di Maurizio Mola, pubblicata da Incontri nella sua versione cartacea, ha dimostrato come le tavole dei maglianesi difettino di una cucina propriamente "tradizionale": il prodotto tipico è dato dalla somma di diverse provenienze gastronomiche, da quella romana per arrivare a quella umbra. Una pluralità che è ricchezza. D'altronde se si fa il raffronto con solo 20 o 30 anni fa - quando "esotici" erano uno wurstel, il ketchup o il kiwi - si consumano cibi che neanche avremmo mai immaginato. Lardo di Colonnata? Cous-cous? Lo speck? Mi sembrava esotico da ragazzo lo zampone di Modena, figurarsi il pane di Altamura o addirittura il kebab. Insomma, se fosse un atto per dimostrare un attaccamento alle tradizioni alimentari - che certo voglio sperare non siano fatte per questi imbecilli (sì, imbecilli) di uova marce - non posso allontanare da me l'immagine di chi cerca di arginare con un dito l'acqua che esce dall'idrante. Il mondo sta cambiando. E non solo nella direzione di un Cbo da McDonald's.I rumeni, va detto, sono popolo eterogeneo ed insieme orgoglioso della propria identità: può sembrar bizzarro, ma anche noi italiani quando emigravamo facemmo lo stesso quanto meno per gli spaghetti. Si fanno arrivare i loro giornali in edicola. Quando possono, esaltano le loro tradizioni gastronomiche (con alterne fortune di mercato). Nel contempo vivono con noi, condividono le nostre feste e le nostre tristezze. Vivono con noi. Anzi sono - e forse questa sarebbe una grande scoperta per certi imbecilli (sì, imbecilli) - esattamente come noi: sono esseri umani.
Edoardo Poeta

3 commenti:

  1. Lorenzo Ballanti27 marzo 2010 17:12

    Ma a nessuno è venuto in mente che potrebbe essere una rappresaglia per disaccordi fra loro. E' più logico pensare che gestori di altre attività del genere nei territori limitrofi (e ce ne sono) non siano affatto contenti.
    Siete subito pronti a criminalizzare Magliano.
    Per carità, sarebbe comunque un'azione infame.
    Aspettiamo gli esiti delle indagini, anche perchè non mi sembra questa sia una usanza di maglianese.

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  2. Francesco Di Basilio27 marzo 2010 21:12

    Infatti è il gesto che è IMBECILLE e và condannato con forza proprio perchè contrasta con la nostra tradizione di Maglianesi. quindi piena solidarietà alle vittime del gesto.

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  3. Ho già cercato di chiarire qui che nessuno criminalizza Magliano. Tant'è che si parla di imbecilli (sì, imbecilli) senza specificarne né la provenienza, né la professione, né la motivazione. Ma ho anche detto -a titolo di esempio - che neanche possiamo correre il rischio di sottovalutare quel che magari non ci fa piacere (come nel caso del fenomeno droga a Magliano, ad esempio). D'altronde scritte antirumene, ci riferisce la solita brava Raffaella Di Claudio, sono state già lette sui muri di Magliano...

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