venerdì 19 marzo 2010

Masan: le motivazioni della sentenza

dall'edizione odierna de "Il Messaggero di Rieti"
a firma di Massimo Cavoli



L’impianto della Masan di Magliano Sabina veniva utilizzato come ”stazione intermedia” nel traffico illecito di smaltimento dei rifiuti, mediante il transito e il cambio della classificazione del materiale trasportato dai camion, senza che ciò avvenisse veramente. Lo provano soprattutto le intercettazioni telefoniche dalle quali sono emersi elementi di prova decisivi per dimostrare l’illecita attività svolta e la consapevolezza che, di questo, avevano molti degli imputati i quali, al telefono, si accordavano sulle modalità d’azione. Lo si ricava soprattutto da un’inchiesta della procura di Napoli dove Massimo Dami, il principale imputato dello scandalo-Masan (condannato a 4 anni - tre condonati - insieme al suo braccio destro Michele Falaschi) risulta coinvolto in attività illegali di smaltimento dei rifiuti, soprattutto fanghi. Sono alcuni passaggi delle motivazioni (oltre 100 pagine) della sentenza (tredici condanne) emessa nel febbraio scorso dal giudice monocratico di Poggio Mirteto, Andrea Fanelli, nelle quali il magistrato ripercorre puntigliosamente le tappe della vicenda, a partire dai primi controlli eseguiti dalla Forestale nel 2003, nell’ambito di un’inchiesta condotta dall’ex pm Mario Palazzi, sullo smaltimento di rifiuti provenienti dall’industria conciaria e conserviera che, pur non essendo idonei alla produzione di compost a causa dell’alta concentrazione di metalli pesanti, venivano ugualmente utilizzati come concime per l’agricoltura in aziende del lazio e della Toscana.Il dottor Fanelli non ha dubbi: l’istruttoria ha ampiamente provato l’esistenza del traffico illecito che si svolgeva all’interno dell’impianto di compostaggio maglianese e anche le conseguenze prodotte sull’ambiente, come evidenziato dalle analisi eseguite dai periti nominati durante l’inchiesta. A questo proposito il giudice cita l’accertamento del consulente Sanna il quale, sulla base della documentazione di trasporto (la cui falsificazione è costata la condanna di un biologo) allegata ai materiali nel trasferimento dalla Masan alle aziende agricole, aveva rilevato che si trattava di ammendante compostato misto, ma tale classificazione, almeno per quanto riguarda il materiale rinvenuto presso le aziende, non era giustificata. Anzi, in qualche caso fu accertata la presenza di elevate concentrazioni di materiali pesanti, di molto superiori ai limiti stabiliti dalla legge (numero 748/84), per cui, in realtà, si trattava di rifiuti pericolosi. Nella motivazione il traffico illegale viene ritenuto ampiamente provato: l’attività di produzione del finto compost durava da oltre due anni ed era stata attuata attraverso una complessa attività organizzata che coinvolse molte persone, collocate alla guida di imprese di intermediazione nello smaltimento dei rifiuti, ditte che si occupavano del trasporto del materiale, e aziende agricole nelle quali i rifiuti venivano stoccati in modo illecito. Ciò è andato avanti anche dopo che, nel 2003, la Provincia (parte civile che gli imputati sono stati condannati a risarcire), precluse alla Masan l’attività di compostaggio fino a quando non avesse realizzato e messo in funzione opere per la copertura dei cumuli e il contenimento delle emissioni di polveri ed odori. Infine, per Fanelli il profitto ingiusto percepito da Dami e dai suoi più stretti collaboratori, è consistito nel risparmio di spesa per i soggetti che conferivano i rifiuti e nel prezzo di trasporto per i trasportatori. In questo ambito sono provati i pagamenti ottenuti dai titolari delle aziende agricole per impiegare il finto compost sui propri terreni.

5 commenti:

  1. Tanto di quel materiale all'epoca, forse dietro pagamento è stato riversato sul territorio di Magliano, nelle aziende agricole, tutti complici del disastro avvenuto, tutti lo hanno saputo sia la ex maggioranza che minoranza, soltanto noi abbiamo avuto il coraggio di parlarne e ci hanno isolato, invece chi ha combinato il disastro è stato premiato con il rinnovo delle concessioni di terreni comunali.
    Invece chi ha autorizzato quell'attività oggi lo troviamo con un bel faccione rassicurante che come sempre chiede il voto per continuare a combinare disastri insieme ai soliti amici "pecorari"

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  2. No Pietro, ho chiesto a Lorenzo che quel signore cui ti riferisci è disponibile quando vuoi, o volete, ad incontrarvi e rispondere ai tuoi e vostri dubbi.
    Mi ha detto che è ora di finirla con tali insinuazioni prive di ogni qualsivoglia fondamento.
    Gli hanno persino posto il cell. sotto controllo per cercare di incastrarlo, la destra lo ha sempre marcato stretto, ma mai nulla però è emerso contro di lui.
    Allora ti prego, se vuoi incontrarlo lui è disponibile, cerca di fare altrettanto tu.
    Ciao a presto.

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  3. Caro Carlo, capisco il tuo interesse, ma se quella persona vuole parlarmi non deve chiederlo a te, deve soltanto cercarmi e se ti fa piacere chiedigli se all'incontro puoi starci anche tu, così ci dice anche che intenzioni ha il suo "pecoraro con l' amico di Collevecchio" di realizzarci in quel sito.

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  4. Torno a ripeterti che certe domande a quel signore, io glie le ho poste nel pieno di una riunione tenuta nel suo locale adibito a comitato elettorale e ti ripeto che è disponibile quando credi e anche alla mia presenza.
    Lascia perdere il signor "FACULTREP", conta quanto il due di briscola poiché anche nel PD locale la musica sta cambiando molto più velocemente di quanto non si creda.
    A proposito, hai visto in Francia che batosta si è data alla destra?
    con una sinistra unita in tutte le sue componenti non avrebbero stroria questi "quattro" barabacani del PDL, compresi gli omnipresenti, ed onnivori, o mangiatori di tutto, dei vostri amministratori comunali maglianesi.
    Comunque fammi sapere.

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