giovedì 23 dicembre 2010

Un anno terrificante

Buon Natale e buone feste...il motivetto più ricorrente in questi giorni. Ma c’è davvero tanta voglia di festeggiare a Magliano Sabina?
E’ stato un anno terrificante per il nostro paese. Un 2010 che si avvia per fortuna alla fine. Un 2010 che è stato segnato in primo luogo dalla vicenda ospedale, ultima risorsa di questo sempre più triste paese. La chiusura del Marzio Marini, che di sicuro ha segnato e segnerà la fine economica di Magliano, ha mostrato il vero volto dell’amministrazione e del sindaco, ormai ombra di se stesso, uomo solo al comando di una nave dalle mille falle. Lo scollamento che ha contraddistinto le diverse parti della multi variegata Insieme per Magliano, ha dato ampia dimostrazione ai maglianesi ancora una volta, ce ne fosse stato bisogno, che le giacchette della politica a volte fanno la differenza e in questo caso la politica dell’ambiguità non ha pagato. Una maggioranza consapevole della propria posizione politica, che falsamente viene celata agli occhi della gente, producendo nonostante ciò zero risultati. All’interno dell’amministrazione l’UDC, forza politica che più di ogni altra avrebbe avuto modo a livello regionale di ribaltare la situazione e i diktat della Polverini, è quella che più di ogni altra si è dimostrata forza politica di piccolo spessore.
L’ex sindaco Lini ebbe quanto meno la fortuna di aprire un tavolo con l’allora presidente Marrazzo, Melilli e i tecnici che stesero il piano che allora come oggi ci condannava, riuscendo nell’impresa di evitare la chiusura.
Un ragazzo maglianese ebbe la forza e la convinzione, alcuni mesi fa, di difendere la strategia adottata dal sindaco, una strategia politica, così come quella del ricatto secessionista che ci ha allontanato dalle realtà confinanti e dalla provincia in maniera ormai irreversibile, pronunciando queste parole “se il nostro sindaco avrà sbagliato, saremo qui pronti a ribadirglielo”. Ebbene per gran parte dei maglianesi quel momento sembra ormai essere giunto.
Ci siamo mai chiesti quanto costerà alle casse comunali l’adempiere a questa inutile ripicca secessionista, unico pseudo collante di una maggioranza che anche su questo tema sembra non essere compatta?
Chi pagherà questa scelta sconsiderata?
Riferendoci alle parole del Presidente della Provincia Melilli, questo nostro sindaco sembra aver perso il senso della misura, portando avanti crociate da solo, sbagliando la tempistica e tralasciando ogni tipo di progetto futuro da realizzare una volta giunti in terra umbra. Nessuna programmazione solo un ripicca che sarà per la popolazione solo un ulteriore sforzo economico.

E mentre si punta alla luna facendo guardare agli stolti il dito, sono passati in questi lunghi mesi in secondo piano i reali problemi di Magliano, dalla viabilità (vedi la frana record in Viale Veneto Lotti) all’ambiente, dal sociale alla scuola.
Cosa potrebbero festeggiare, per esempio, i giovani maglianesi in questo 2010? Con ogni probabilità la raggiunta consapevolezza anche per i più grandicelli di loro, che le favole sono e rimangono solo sui pezzi di carta o sui libretti dei sogni elettorali.
Nel penultimo consiglio comunale questa amministrazione ha tagliato fondi destinati ai giovani per 7.720 euro non mantenendo, prima ancora, la promessa sul progetto fiore all’occhiello del programma, quale quello sulla piscina comunale. Dopo aver perso sconsideratamente anche i fondi per il servizio civile, utile alla causa dei ragazzi e delle scuole come per i disabili, e dopo non aver saputo dare una nuova linfa vitale alle associazioni operanti sul territorio, ci si è permessi anche il lusso di lasciare abbandonata a se stessa, e a una ditta fantasma, la struttura dell’ex Convento delle Grazie.
L’ennesimo incantesimo da cui anche la gioventù di questo paese sembra si stia lentamente risvegliando.

In questo contesto, e con la figura del primo cittadino ridotta ai minimi termini dalla sua stessa coalizione, la quale deve subire ordini di scuderia per non deragliare al minimo affondo, i cittadini di Magliano sembrano essere sempre più divisi e indifferenti.
Lo sfaldamento del tessuto sociale, incominciato prima con “gli amanti di Lini” e “i suoi più duri accusatori” attraverso campagne politiche degne di paesi incivili, e continuata oggi con l’infamia nei confronti delle organizzazioni partitiche, specialmente se queste di sinistra, hanno portato il cittadino a vedersi negare diritti quali quelli della partecipazione anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, hanno contribuito a fare di ogni piccola frazione un feudo da dover conquistare e non da dover amministrare, hanno portato ognuno di noi a coltivare il proprio piccolo orto degli interessi, perdendo così di vista il primo unico grande obiettivo, il bene comune.

Con questa prerogativa il Pd di Magliano in questi mesi si è sempre mosso, reclamando a più riprese la volontà di collaborare e una maggiore partecipazione di tutti, ma trovando puntualmente davanti a se un interlocutore rabbioso, irascibile, sempre sull’orlo di una crisi di nervi e preoccupato principalmente a salvaguardare la propria immagine.
Ne sono esempi lampanti i manifesti sul caso Ecoservice, rabbiose risposte a lecite domande che ogni qualsiasi minoranza coscienziosa avrebbe dovuto fare e alle quali, ad oggi possiamo affermarlo, i fatti ci diedero ampiamente ragione; ne è esempio la volontà di mandare in stampa dopo pochi mesi dal suo insediamento, un giornalino dell’amministrazione, idea poi accantonata proprio per l’inefficacia di questo che è stata la seconda stesura di un programma elettorale fantascientifico.
Ne sono esempio le continue offese pubbliche nei confronti di alcuni esponenti della minoranza comunale, anche davanti a delle proposte concrete come quella avanzata proprio ieri nell’ultimo consiglio comunale, proposta di inserimento di una clausola che obblighi la società municipalizzata a uno stretto controllo annuale dei costi dei singoli servizi, per non incorrere in adeguamenti che ci costringerebbero, accumulandosi nel corso degli anni, come successo in questo caso, ad accendere un mutuo di 400.000 euro, mutuo che tutti noi pagheremo profumatamente con le tasse.

Un amico e fondatore del gruppo Magliano Insieme, parlando pubblicamente in una riunione tenutasi nella sala consigliare qualche mese fa, ha detto “siamo partiti come Magliano Insieme poi siamo diventati Insieme per Magliano; insieme si, ma per cosa???”
Ecco questa è la domanda, per cosa?
E’ evidente dunque come l’amministrazione, per usare le parole del segretario Bersani, si è ribaltata su se stessa, persa nei teatrini della commedia moralistica e consapevole solo ora, come se i 10 anni passati in minoranza non fossero valsi a nulla, della situazione drammatica in cui versa e versava questo comune, esposto ai continui tagli, come quello sul sociale e sulla casa alloggio, della nuova regione targata Polverini. A proposito di sociale, sempre nella penultima seduta consigliare vi è stata l’ennesima, forse la quinta variazione di bilancio da marzo ad oggi, che vede segnare un -1.304 euro per interventi a favore di persone in condizioni di bisogno.

Ora sta a noi ricominciare con nuovi propositi il nuovo anno affinchè dopo l’amministrazione del fare guidata dal partito dell’amore, non si ribalti anche il resto del paese.
Con questo nuovo spirito e con questi nuovi propositi, noi del Partito Democratico vi auguriamo di trascorrere un piacevole Natale, ricordandovi però come sia importate l’invito lanciato nel nostro congresso di fine novembre: tutti devono sentirsi chiamati in causa affinchè le cose migliorino, parte integrante di un progetto di cambiamento reale. Il piccolo impegno di ognuno di noi, può valere la salvezza di questa triste Magliano.

2 commenti:

  1. http://apriletaurus.blogspot.com/2010/12/altro-che-buon-natale-comunque-gli.html

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  2. giobbe, bambino fortunato24 dicembre 2010 15:50

    Caro Babbo Natale,
    come ogni anno anche quest'anno sono qui e ti scrivo.
    Sono stato buono quest'anno lo sai?
    Non ho mai detto bugie, ho sempre rispettato tutti gli altri bambini, bianchi, neri e rossi, ho sempre ascoltato i consigli degli anziani e ho visto sempre tutte, ma proprio tutte, le commedie del nostro sindaco.
    Quest'anno però, mentre io facevo il buono, a Magliano sono successe tante cose brutte, ma brutte brutte!
    Mia mamma, che lavora all'ospedale, dice sempre che dall'anno prossimo l'ospedale lo vedremo solo sul nuovo calendario del sindaco, quello con tutte le foto dei malati.
    Pensa, caro Babbo Natale, che grazie alla signora Renata, quella della bandiera sul balcone, anche nonno l'anno prossimo festeggiarà il Natale nel nostro piccolo appartamento, visto che laggiù all'ospedale vecchio, dopo i riscaldamenti che sono mancati, verranno a mancare anche i letti.
    Sono proprio contento perchè così potrò passare tanto più tempo con lui!
    Ma che fine faranno però tutti gli altri nonni?
    A casa mia non ci possono venire!

    Il primo regalo che vorrei è un bel paio di scarpe da ginnastica, quelle alte alte, e un ombrello colorato, così sono sicuro di arrivare a mensa senza dovermi bagnare i piedi e la testa.
    Sai, la mia scuola è stata chiusa, e per andare a mangiare ci spostiamo tutti in fila per due da un altro istituto molto più bello, ma con qualche altro problema, non ho capito quale, ma papà dice sempre che non è un'emergenza.
    Tanti miei amichetti si sono raffreddati e qualcuno ha avuto anche la bronchite, così le mamme non li mandano più a mensa.

    Chissà come faranno perchè adesso c'è anche il problema della farmacia, sai quella li in Piazza Garibaldi, che si doveva spostare in Via Circonvallazione per essere più grande?
    Ebbene adesso non c'è più.
    Sparita pure quella.
    No caro Babbo Natale, non è stata inghiottita da una frana come dicono, quelle stanno da un altra parte, ma mamma diceva che dopo l'ospedale ha chiuso pure la farmacia.
    Mentre papà gli risponde sempre che non c'è 2 senza 3, quindi il prossimo, per esclusione, sarà il Comune.

    Che confusione, non riesco a capire nemmeno più come si chiama quel palazzo che sta ai giardini: c'è chi dice Ostello, c'è chi dice ex Convento, c'è chi voleva farci il centro giovani, c'è chi voleva portarci gli anziani, c'è chi invece ci monta dei pannelli.....io non capisco, ma mi sembra la solita eurosola!

    Però state fatte anche tante cose belle che sinceramente adesso non ricordo, però so che ci sono!
    A si, i giochi nuovi, il laghetto sistemato e pieno di pesciolini, la gramigna levata dal muro, tante nuove fontanelle di acqua frizzante e una grande grande in mezzo a Piazza, quella dove stava la farmacia.
    Certo non avremo più la farmacia, ma sai quanti pesciolini rossi in più ci saranno dentro la fontana grande grande!

    Quest'anno prima di Natale ha fatto tanto freddo: ha Foglia tremano tutti e lo dicono anche sul giornale, mentre a Magliano ha fatto anche la neve!
    Porca miseria, ci si è messa anche la neve!
    Ci mancava solo questa!

    Caro Babbo Natale, io quest'anno non chiedo niente per me, ho già tanto di mio, però una cosa vorrei regalarla a tutti i bambini, a tutti i genitori e i nonni di Magliano.
    Hai presente quei signori che stanno sempre li davanti al bar, quello con la vetrina nuova, con tante belle signore sempre sedute con le spalle al muro?
    Ecco quelli, quelli li, sono i nostri amministratori.
    Ti chiedo, se non è troppo per te, di caricarli tutti sulla tua slitta, compreso quello che fa di nome canepina, e portarli via con te al polo nord, li dove c'è la neve tutto l'anno.
    In cambio vorrei un sindaco tutto nuovo, al posto di quello con i capelli rossi, ne vorrei uno nero.
    Nero nero, ma solo di capelli!

    Tanti auguri caro Babbo Natale

    Un bambino maglianese, tanto fortunato!

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