venerdì 14 gennaio 2011

Bilancio, Sanità, Rifiuti e Parentopoli: intervista a Esterino Montino

Ci sono proteste e mobilitazioni in molte zone del territorio regionale, anche di Sindaci Pdl, contro il nuovo piano sanitario. Quali le differenze con la riorganizzazione prevista dalla precedente giunta di centro sinistra?

La differenza è sostanziale ed anzi questa è la nostra critica più aspra alla Polverini. Si è infatti squilibrato ulteriormente il sistema sanitario concentrandolo sulla città di Roma. Era inevitabile il taglio dei posti letto, sulla base della normativa nazionale, con il Patto sulla salute tra Regioni e Stato, ma bisognava farlo con equilibrio, come pensavamo noi. Ora, in alcune zone di Roma siamo ad un surplus di offerta - talvolta anche il doppio rispetto ai bisogni - mentre ci sono immensi territori delle province e della stessa provincia di Roma dove siamo addirittura attorno alla metà dei livelli essenziali di assistenza. Ora il tema nostro, del PD e del centro sinistra, era un corretto riequilibrio della situazione. Adesso invece non troviamo nulla sia in termini finanziari, sia in termini di progetto e di azioni specifiche per la sanità del territorio. Penso a come mettere in rete organicamente i 4.500/5.000 medici di famiglia presenti sui territori e come integrarli nei vari poliambulatori o pronto soccorso, ricostruendo una loro positiva azione/funzione preventiva nel rapporto con i pazienti. Ricordo che le grandi prestazioni specialistiche come le risonanze o la Tac per il 70% sono inappropriate, quindi 100 milioni di euro sprecati, perché dapprima non si è seguito un percorso a gradi e virtuoso per la cura dei pazienti. Tutto questo non c’è. La seconda grande pecca è la medicina del territorio, non ancora vista come una positiva assistenza domiciliare: le persone intasano gli ospedali, i cui posti letto costano 1.000 euro al giorno, solo perché non c’è un altro riferimento per i pazienti. Se non si creano livelli intermedi di assistenza, soprattutto domiciliari, dove c’è una struttura - i medici, l’infermiere, i servizi - che si sposta verso i cittadini malati, deospedalizzando in maniera razionale, la questione non si risolve. Questo sarebbe un sistema davvero efficace e tempestivo, e con costi molto inferiori.

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