venerdì 25 febbraio 2011

Cichetti e le bufale (sue e dei suoi amici maglianesi)

La pubblicazione del video dell'intervista-vergogna del referente politico dell'amministrazione comunale, il consigliere regionale Antonio Cicchetti del Pdl, ha scatenato un discreto casino sia a livello locale sia sui giornali e sulle televisioni di Rieti. Siamo soddisfatti di aver sollevato finalmente il velo di ipocrisia con il quale in molti, anche a Magliano, si stavano coprendo. Ovviamente assicuriamo tutti che non è finita. Nel frattempo vi proponiamo l'articolo che l'opinionista Rosella Vivio ha scritto per il Giornale di Rieti sull'intervista-vergogna di Cicchetti.
L'articolo di Rosella si può leggere anche nel blog dell'opinionista Convivio e ovviamente su Il Giornale di Rieti

Da Il Giornale di Rieti
Magliano e la "bufala" elettorale di Cicchetti
di Rosella Vivio

L’inefficiente e sprecona organizzazione sanitaria della regione Lazio giustifica certamente il suo riordino. Almeno su questo, credo, possiamo tutti convenire. Altra cosa è il merito ed il metodo con cui la ex sindacalista sta imponendo il suo Piano Sanitario, motivato, non tanto dalla necessità di ottimizzare e ammodernare il sistema, bensì da quella di rientrare dal debito.

Piano che sta producendo un sentimento di profonda frustrazione in chi vive nelle province laziali e nei loro rappresentanti pubblici che tentano di fermare l’ impoverimento dell’offerta sanitaria, ormai del tutto romanocentrica, con risposte anche drastiche, come quella di Magliano Sabina che si prepara al referendum per passare alla regione Umbria. Qualcuno ricorderà la reazione “forte” scatenata da un mio articolo, critico verso la decisione del sindaco di Magliano e della sua giunta di opporsi in modo troppo solitario alle scelte regionali sulla sanità. Il nocciolo del mio argomentare era sostanzialmente che una visione miope, circoscritta e proprietaria dell’ospedale Marini da parte di Magliano, lo avrebbe ridotto ad un “ospedaluccio sotto casa”, piuttosto che farne una importante articolazione del corpo sanitario territoriale per cui impegnarsi tutti insieme, in un’ottica d’interesse comune.

E così è stato. Ben altro risultato, forse, avrebbe avuto un movimento unanime di tutto il territorio, meglio ancora se di tutte le province laziali, per chiedere la convocazione degli Stati Generali del sistema socio-sanitario, come avviene in regioni dove la sanità funziona, la Lombardia ne è un esempio. Cosa promessa da Emma Bonino in caso di vittoria, al fine di coinvolgere i rappresentanti istituzionali in un processo di riordino difficile, talvolta doloroso, più sostenibile e meglio armonizzato se condiviso.

Ed è proprio la mancata condivisione il punto dolente della politica regionale. Una mancanza i cui effetti sembrano sfuggire anche a chi, come Antonio Cicchetti, si è fatto garante, durante la campagna elettorale, delle promesse mancate di Polverini. Perché anche su questo non dovrebbero esistere disaccordi: quello che oggi sta facendo la Presidente regionale non è quello che fu assicurato. Cicchetti lo sa e, se lo conosco bene, non ne sarà contento. Forse è proprio la consapevolezza di essersi fatto garante di una “bufala” elettorale a metterlo in difficoltà, essendo un uomo d’onore. Per citare Shakespeare.

Una difficoltà che si traduce in scortesia, sicuramente involontaria, ma ugualmente ingiustificabile, espressa nel corso di una intervista auto gestita trasmessa dall’emittente Rtr, nei confronti dei maglianesi, almeno quei “pochi” che non accetterebbero il “cambiamento” sanitario proposto per arretratezza culturale. Continuando con le citazioni, all’amico Antonio direi, parafrasando Manzoni, che nell’autoreferenziale intervista «il buon senso se ne stava ben nascosto, non riuscendo a trovare argomenti convincenti (ndr) per il senso comune». Perché è troppo facile accusare chi si è trovato a subire tagli non annunciati e proposte di riordino lontanissime da qualsiasi aspettativa ( come può essere quella della medicina cinese) di essere mentalmente antidiluviano. Non è, appunto, una cosa di buon senso.

Il buon senso suggerirebbe di mettersi nei panni degli elettori che hanno scelto Polverini proprio perché assicurava che l’ospedale Marini non sarebbe stato chiuso. Perché prometteva di non fare quello che, come ho scritto ormai molte volte, andava fatto da una ventina d’anni e che gli opportunismi politici hanno rinviato a tempi peggiori. A tempi emergenziali, quando le scelte sono giustificate dall’urgenza e liberate da ogni vincolo. Scelte che si calano dall’alto, come quella di fare dell’ex ospedale un presidio della medicina non convenzionale che nemmeno gli addetti ai lavori vicini all’area politica di Cicchetti accettano di buon grado. Penso al dottor Angeloni, segretario dell’Ugl.

Il buon senso, ma anche “l’onestà intellettuale” invocata da Cicchetti, vorrebbe che non si utilizzasse la riforma Bindi, come egli fa nell’intervista, a sostegno del progetto sulla medicina cosiddetta alternativa . La riforma 229, del ministro Bindi, garantiva, sopra ogni cosa, gli interessi dei malati. Quella di dar vita a Magliano ad un grande centro di medicina cinese, opzione che personalmente non “irrido”, risponde più alle esigenze del mercato sanitario privato che a quelle del riassetto e modernizzazione del SSN regionale al fine di garantire migliori servizi e diritti.

In conclusione, vorrei dire che il muro contro muro è quasi sempre una scelta perdente. Che chi ha la responsabilità di rappresentare il territorio in Regione ha, prima di tutto, quello del rispetto verso coloro che gli hanno accordato fiducia. Che imbastire uno sproloquio televisivo, mescolato ad alcune cose con divisibilissime sul necessario potenziamento dell’ospedale di Rieti, per difendere una riconversione di cui l’autore sembra vedere soprattutto gli aspetti economici (come se quella sanitaria fosse un’azienda qualsiasi), mi scuserà il mio fraterno amico Antonio, è fare tradimento più alla sua intelligenza che a quella di chi l’ascolta.

9 commenti:

  1. Prova a sollevare il velo schifoso sulla nomina di Festuccia. Siete tutti daccodo e questa è la dimostrazione che voi ci fate a mezzo.

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  2. Simpatizzante Pd25 febbraio 2011 13:45

    Non ti preoccupare ce ne sarà anche per festuccia. Tu intanto pensa al tuo amico Cicchetti. Ancora non l'hai trovato il coraggio di rispondergli. Hai troppa paura. Peccato un tempo sembravi uno con gli attributi. Peccato. Per te e per Magliano.

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  3. Non capisco ancora cosa centri Festuccia in tutto questo.
    L'ho già scritto a chiare lettere da altra parte, Festuccia è stato nominato da Gianani direttore amministrativo, forse per la sua esperienza, per la sua capacità; un direttore amministrativo non ha poteri deliberativi, non ne ha nemmeno di politici e poi cosa centrerebbe la politica negli enti pubblici? non siamo forse tutti d'accordo nel non volere inquinamenti di partiti nella pubblica amministrazione?
    Si fanno insinuazioni soltanto perché in passato ha svolto funzioni direttive nel PD, e allora? Esso ripeto, non potrebbe venire nominato per determinate caratteristiche?
    Il vero problema come ha tenuto a precisare il signor Costini, capogruppo pdl alla provincia, è del centro destra e non del centro sinistra.
    Nun c'è trippa pe gatti caro anonimo; cerca di consolare "alfredino" in questo momento che ne ha tanto bisogno.

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  4. Sono sott'acqua e stanno affogando, mi raccomando, se qualcuno provasse a riemergere nessuna pietà, gli si prenda la testa e giù.

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  5. mattia iacobelli25 febbraio 2011 20:58

    io davvero non ci capisco più nulla. qui ci stiamo attancando a festuccia. ma li avete letti i giornali di stamattina? ma nel casino che si è creato veramente dobbiamo credere che il problema è festuccia che viene nominato da gianani come direttore amministrativo? ma che significa che è iscritto al pd? ognuno di noi può essere iscritto e allo stesso tempo realizzarsi professionalmente. se invece parliamo del festuccia quale uomo politico allora le cose cambiano. ma per piacere. qui ci stanno prendendo a mazzate a destra e manca parliamo di festuccia. cicchetti parla di noi in quel modo, il tar boccia il ricorso e noi parliamo di festuccia. addirittura c'è il genio del venerdi che vorrebbe far credere che il pd di magliano è contento della cosa. personalmente quando ieri pomeriggio ho saputo la notizia sono rimasto senza parole. credevo che l'ultima possibilità sarebbe stata la nostra salvezza. e invece niente. come si può pensare di essere felici davanti a questo? volete riportare tutto sulla politica fatelo pure ma poi non veniteci a dare la colpa. a proposito abbiamo visto che si scrive su festuccia ma su cicchetti stanno tutti in silenzio. come mai? dopo una settimana e mezza nessuno eccetto falcetta ha avuto il coraggio e il buon cuore di esprimere un'opinione su quella intervista? la dignità non è una cosa che si compra al supermercato o ce l'hai oppure no.

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  6. Ancora fumo negli occhi, parliamo di festuccia almeno mescoliamo le carte...e la gente si confonde...e si pensa al famoso stereotipo "sono tutti uguali",anzi lo si afferma e nel contempo,mentre si prendono per stolti i maglianesi, si chiede al PD che cosa ha fatto negli anni passati...ma non si parla di ciò che è accaduto in questo momento "storico" per magliano, non si parla degli assessori del PDL e dei LORO AMICI..., non si parla di "chi" ci si è alleato, rappresentando tutta la cittadinanza, e non si risponde sul perchè e per che cosa sono state fatte tali scelte...


    Un saltino nel passato ve lo faccio fare io che ho vissuto quel periodo.
    Ci fu un momento per l'ospedale molto fruttuoso, con un professionista chiamato SILVESTRI,il quale ad un certo punto se ne andò e "qualcuno" pensò che fu mandato via perchè un altro professionista doveva sostituirlo per volere politico!!??
    Magari invece il silvestri voleva tornare a rieti,chissà!!!, ipotesi completamente scartata da "chi" iniziò una campagna denigratoria per colui che arrivava ed una raccolta firme e l'uso di ogni altro mezzo per far tornare l'altro...
    Il declino del nostro ospedale certo non iniziò solo per queste "iniziative", ma le stesse diedero una bella mano, e da quel momento la discesa si fece molto più declive.
    il dott. bagarani, il nuovo professionista, ignaro dei movimenti prosilvestri, iniziò la sua attività e dimostrò di essere, non solo un valido professionista, ma fu colui che portò innovazione chirurgica(laparoscopica) ed attivò l'ambulatorio di endoscopia digestiva, tutt'ora esistente.
    peccato però che quella campagna denigratoria gli creò terra bruciata intorno, si parlava con i medici di base, si prendevano appuntamenti in vari luoghi (pubblici e privati)per mandare i pazienti.... a rieti... mentre a magliano venivano pazienti da roma e da subiaco per rivolgersi al nuovo chirurgo,( e poi ci si attacca agli studi epidemiologici!!) dopo qualche tempo questi se ne andò esasperato dalla situazione.


    Tanto ci sarebbe ancora da dire, ma riportare alla mente di quel "qualcuno" quel periodo è già sufficiente.
    Ah scusate il fautore di quella propaganda era, solo, a sentirne parlare,anche contro le proposte di specializzazione dell'ospedale, nooh si doveva fare tutto...ed ecco il risultato.

    Questo si doveva a chi non sa', ed a "chi" punta il dito su coloro che in quel periodo amministravano il nostro comune.
    E tanto perchè pesi oggi ancor di più la condotta avuta che non ha più scuse...

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  7. scusate per errore, l'anonimo di sopra è emanuela, visto che sono abituata ad identificarmi

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  8. mattia iacobelli27 febbraio 2011 09:58

    ma come al solito si tace. cara emanuela è più facile cestinare un commento scomodo piuttosto che pubblicare e rispondere

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  9. ti rispondo, così dicono che siamo gli unici a scrivere in questo blog...
    non mi sono ulteriormente dilungata nel mio commento, troppe sarebbero le risposte che dovrebbero dare, che fanno riferimento al passato e che non sono marginali per la conclusione di questa vicenda...
    meglio asserire che "si sono spartiti i posti" piuttosto che dare, almeno, le risposte che i maglianesi attendono

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