martedì 8 febbraio 2011

Morte di quattro bambini rom, e se ci vergognassimo?

«Solo a una domanda non so rispondere: perché Signore, i bambini muoiono?». Il principe Myskin, personaggio principale dell’Idiota, di Dostoevskji, ha una fede incrollabile in Dio. Solo di fronte alla morte dei bambini vive lo smarrimento del dubbio. E chi oggi, credente o non credente, indifferente o compassionevole, di destra o di sinistra, non vacilla nel leggere che quattro bambini sono stati divorati dalle fiamme mentre dormivano in una roulotte in un campo nomadi di Roma?

Io provo vergogna. Mi vergogno per la insulsaggine di questo presente rumoreggiato dai problemi deboli. Dove le vere questioni, quelle che hanno a che fare con il rispetto verso la vita hanno il respiro corto della cronaca. Eppure di sbandieratori di questa nobile causa, nel nostro cattolicissimo paese ce ne sono ad ogni angolo. Ne volessi!

Non aspettano altro, i componenti dei sinedri italiani, clericali e laici, quando la “difesa della vita” si coniuga a temi definiti “eticamente sensibili”. Definizione vuota e inventata da qualcuno con discreta idiozia (questa sì da intendersi all’italiana, perché Myskin era prekrasnyj, buono, nel senso russo, non scemo), perché l’eticamente sensibile è vasto quanto lo è, appunto, l’etica. Per me, tema eticamente sensibile è quello della vita dei bambini rom. E la sofferenza che mi provoca la vergogna che provo, pensando a quelle povere vite divorate dal fuoco, mentre tutti noi dormivamo nelle nostre case calde, è insopportabile.

Mentre Alemanno dormiva come tutti gli amministratori romani e quelli regionali e quelli provinciali. Mentre Melilli ed i nostri sindaci che dovevano accogliere i rom nel nostro territorio, grazie ad un progetto che ne doveva garantire la buona inclusione nelle comunità prescelte, dormivano. Mentre il Papa dormiva, tra le ricche stanze vaticane. Ed anche i vescovi della Cei, sempre pronti ad intervenire sulla sacralità della vita quando si tratta di impedire la procreazione grazie ad i nuovi strumenti della medicina, dormivano.

Ed il vescovo di Rieti, Lucarelli, dormiva come tutti i pastori della santa Chiesa Cattolica con tutti i benpensanti, professanti e praticanti. Ed anche i giornalisti dormivano. Io stessa dormivo e adesso mi vergogno. Mi vergogno di parlare del diritto dei bambini ad una sistemazione abitativa decente, solo ora, dopo tanti mesi di silenzio sul tema. Solo dopo l’ennesima sciagura avvenuta in una gelida notte nella città dove Pietro, testimone del cristianesimo, riposa: a perenne memoria.

Rosella Vivio

1 commento:

  1. Non fanno notizia, sono zingari.
    Che schifo questo paese.
    Un fiore sulle loro tombe poveri piccoli.

    RispondiElimina

Saremmo lieti di rispondere ad ogni vostro quesito.
I commenti contenenti un linguaggio scurrile non verranno pubblicati.
Grazie per la Vostra presenza e collaborazione