domenica 6 febbraio 2011

Roberto Saviano - Riflessioni che riguardano anche la nostra comunità

5 commenti:

  1. Francesco Di Basilio6 febbraio 2011 14:12

    Appunto ribadiamolo ancora una volta NON SIAMO TUTTI UGUALI anzi NOI NON VOGLIAMO ESSERE TUTTI UGUALI.
    Lo dice Saviano e lo condivido in pieno LE DIFFERENZE SONO IL SALE DELLA DEMOCRAZIA.
    E allora mi vengono in mente molti episodi in cui invece di fare delle differenze un valore della democrazia per dare forza alle battaglie di un territorio si è invece risposto come appunto dice Saviano: "Siamo tutti Uguali....non ci sono differenze...."
    Cancellare le differenze all'interno di una comunità, come purtroppo qualcuno ancora teorizza anche nella nostra comunità, invece di unirle in un'obiettivo comune rispettandosi a vicenda è, secondo me un errore madornale. Cancellare l'identità e i valori delle persone non porta da nessuna parte, porta solo alla distruzione del tessuto sociale di una società.
    Contro tutto questo noi dobbiamo combattere con un'unica arma democratica LA VERITA'.
    E' questa l'unica vera arma che ci consentirà di ristabilire un vero tessuto sociale nella nostra Italia e nelle nostre piccole comunità.
    Per far questo ci dobbiamo però sentire tutti in dovere, ed il PD in primis in quanto maggiore forza di opposizione, di iniziare a parlare, parlare ed acora parlare con la gente senza stancarci perchè l'unica arma che abbiamo contro la baggianata del "...SIAMO TUTTI UGUALI...." è la verità dei fatti, è con quella ed utilizzando quella che potremmo uscire da questa spirale vorticosa in cui è caduto il nostro paese.

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  2. Dieci sono dieci, ma non si tratta di comandamenti, semmai di comportamenti, peraltro solo auspicati e non obbligatori. E’ il decalogo che il presidente della Provincia, Fabio Melilli (nella foto sotto), raccogliendo l’invito dei ragazzi dell’Area Costini, suggerisce agli amministratori locali «perché la politica recuperi un minimo di sobrietà, almeno alle nostre latitudini». «In condizioni normali basterebbero le leggi e il buon senso - premette Melilli - ma visto come siamo messi in quanto ad etica e politica ho pensato di suggerire a amministratori provinciali e comunali e ai dirigenti una serie di misure concrete per passare dagli appelli ai fatti».
    Primo dei comportamenti, non avrai incarico - in società o enti partecipati o controllati da Comuni e Provincia - se sei indagato per reati connessi all’incarico o rinviato a giudizio per qualsiasi reato doloso. «Sono pronto ad applicare il principio ai miei assessori, avendoli scelti io - chiosa Melilli - ma non a sindaci e consiglieri provinciali, trattandosi di incarichi elettivi». Carlo Giorgi, per dirne uno, è salvo. Secondo comportamento, se sei presidente di una società partecipata di Provincia o Comune non avrai più di 1.500 euro al mese (con più di 50 dipendenti) o più di 1.200 euro se i dipendenti sono meno di 50. Terzo comportamento, non assumerai o firmerai contratti di collaborazione retribuita a parenti e affini fino al terzo grado (e questo vale per il presidente della Provincia, sindaci, assessori provinciali e comunali, consiglieri comunali e provinciali, consiglieri di amministrazione di società partecipate). Quarto comportamento, non cambierai partito politico una volta entrato in consiglio comunale e provinciale, a meno di non aderire a partiti nuovi. Esemplare il caso del Comune di Rieti, dove per 40 consiglieri esistono 18 diversi gruppi consiliari rispetto ai 13 iniziali.
    Quinto comportamento, non approfitterai delle commissioni consiliari per “marinare” il lavoro. Melilli propone di convocare le commissioni una sola volta a settimana, anche di pomeriggio, legando le presenze con precisione all’orario di inizio e all’orario di fine. Sembra scontato ma non lo è. Sesto comportamento, se sei presidente della Provincia, sindaco, assessore o consigliere pubblicherai su un sito ad hoc della Provincia indennità, gettoni di presenza, patrimoni personali e familiari. Settimo comportamento, non approfitterai di rimborsi spese per missioni politico-amministrative. Ottavo comportamento, pubblicherai i rimborsi che Provincia o Comune hanno erogato per ciascun amministratore al datore di lavoro. Nono comportamento, pubblicherai sul sito tutti gli appalti e le forniture di beni e servizi della pubblica amministrazione sopra ai 10 ila euro. Decimo comportamento, nell’affidare lavori e appalti a trattativa privata ti atterrai ad un livello minimo di ribasso del 10 per cento.
    Nessun comandamento, dunque, solo comportamenti. E per l’amministratore che sbaglia la pia speranza che non lo faccia più.

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  3. te se mette bene assessò!!!

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  4. Ma se l'è fatto per lui, con tutte le cosulenze che ha dato e con i soldi che prende....

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  5. Come non sottoscriverlo caro lettore.
    Non bisogna andare molto la con il tempo, il Partito Comunista Italiano aveva esattamente quei comportamenti e quelle regole non scritte, ma intrinseche alla cultura di quel grande partito, che non dimentichiamo, fu di Enrico Berlinguer, esempio per tutti in quanto a comportamento, ad etica e morale, al rispetto delle altrui idee.

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