giovedì 24 marzo 2011

L'amministrazione di Magliano ritira il referendum secessionista


Riportiamo ancora una volta la notizia del ritiro della delibera 43 del 17 novembre 2010 con cui il comune di Magliano Sabina aveva indetto le procedure per la consultazione referendaria per il passaggio in Umbria, che si sarebbe dovuta tenere il 15 e 16 maggio 2011.

Le motivazioni addotte sono state elencate dal sindaco Graziani nella seduta: spesa troppo elevata da sostenere per il referendum al quale manca la sicurezza di una vittoria e mancato appoggio politico.

Vi proponiamo di seguito la dichiarazione di voto del capogruppo Francesco Urbanetti e l'intervento del consigliere Francesco Di Basilio.

6 commenti:

  1. belle le parole di francesco di basilio e bello il discorso solo un po troppo lungo ma complimenti a tutti per l'onestà

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  2. figuracciaccia24 marzo 2011 21:58

    oh ma tutti quelli che facevano i pistolotti sul cambio regione mo stanno tutti zitti? e quello dell'italia dei valori suoi che fine ha fatto? zitto pure quello? su magliano insieme la cassandra ruggeri è rimasto alla fontana, forse c'è cascato dentro e da allora non riesce più a uscire fuori. gli altri come dice kafir tra un cazzeggio e l'altro stanno mosci mosci. io non farei chiudere l'ospedale. chiediamo alla polverini di chiudere il comune!

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  3. quellu de cicignanu24 marzo 2011 22:51

    Calma ragazzi, ieri sera si è data una dimostrazione di serietà, di coerenza, di onestà di questo partito.
    Ce ne fossero di Francesco, Mattia, Antonella, Bianca; ma tutti gli altri che hanno collaborato in queste fasi drammatiche per la nostra cittadina con il partito ed il comitato.
    E' emersa finalmente con evidenza tutta l'assenza non di un serio progetto di questi amministratori, ma la loro improvvisazione, una faciloneria entro cui c'è tutta la contraddizione di questa maggioranza, un variopinto, quanto irregolare dodecaedro dalle facce smunte.

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  4. che il referendum era un bluff,si era capito da un bel po',la cosa sconvolgente è che per i loro giochini credo che ci sia un costo ,se così fosse chi è che paga?io proporrei una soluzione:i gettoni di presenza(della maggioranza) e lo stipendio del sindaco,vadano all'avvocato che ha avviato tutto liter burocratico per il referendum,finchè il conto non è saldato.
    Che non gli venga in mente che a pagare il conto(se c'è da pagare)sia la popolazione ,perchè la responsabilità di ciò che è accaduto è solo LORO.

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  5. quellu de cicignanu25 marzo 2011 12:56

    Giusto CRI, tutto vero purtroppo per noi e non è la prima volta che usano consulenze con tanta leggerezza.
    Con quei soldi della parcella si sarebbero potute chiudere tante buche sparse per le strade comunali, sistemare la pinetina del viadotto s.Maria, ripulire il laghetto delle mura e risistemare il muro.
    Soldi pubblici usati per soddisfare il capriccio di qualche mer.... di amministratore e relativo capo.
    Anche per questo, insieme a tanti altri gravi errori se ne devono andare.

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