giovedì 3 marzo 2011

Referendum - Dati sull'impiego e sul lavoro tra Lazio e Umbria

Continua il lavoro della Redazione di Magliano Democratica volto a informarci ed informare i cittadini maglianesi e i nostri lettori su tutti quelli che sono gli aspetti che potranno interessare la scelta pro o contro il cambio di regione.

Abbiamo effettuato uno studio sulla base dei dati economici fornitici dalla Banca d'Italia in merito al mercato del lavoro, paragonando nell'ultimo anno, cioè il 2010, la situazione occupazionale della regione Lazio e della regione Umbria.


Come al solito teniamo a ribadire che questo lavoro è volto a dare un quadro complessivo della situazione per poter spingere alla valutazione più oggettiva possibile il cittadino.


Analizzando i numeri emerge un primo indicativo ed importante dato: mentre nel Lazio l'occupazione nel primo semestre 2010 è aumentata del 2,0%, in Umbria nello stesso periodo si è registrato un significativo calo, del 1,2% rispetto al primo semestre 2009 (circa 4.500 persone in meno), che nel dettaglio, pur prevedendo un aumento del 2,7% di lavoratori autonomi, fa segnare un -2,6% dell'occupazione dipendente, -4,4% nell'industri e un -4,5% nei servizi.
L'Umbria continua a caratterizzarsi per l'incidenza di lavoratori flessibili, che come sappiamo non consentono una stabilizzazione della vita, per circa 1/4 degli occupati.

Il tasso di occupazione laziale, rimanendo comunque basso (65,9%) è comunque più alto, seppur di poco, rispetto a quello umbro (62,1%). A questi valori vanno considerati parallelamente i tassi di disoccupazione: 7,6% in Umbria, probabilmente facilitato dai contratti a tempo determinato, contro il più alto 8,2% (secondo trimestre 2010) nel Lazio, rispetto al 10% registrato nel primo trimestre.


Il vero tallone d'Achille della regione Umbria sembra però essere il ricorso agli ammortizzatori sociali. Infatti, secondo i dati della Banca d'Italia, nei primi nove mesi del 2010 sono state autorizzate 15,8 milioni di ore di Cassa integrazione guadagni, più del doppio rispetto al 2009, con un numero di domande, secondo i dati della Regione Umbria, che hanno interessato 1.415 aziende e circa 9 milioni di lavoratori.


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