sabato 5 marzo 2011

Referendum - dichiarazioni premonitorie

3 commenti:

  1. mi ripromisi di lasciar a se stesso questo paese.
    alle sue logiche fatte di politica, di chiacchiere e di panzane.
    alle sue vicissitudini condotte maldestramente da coloro che si fregiano di un bottino sbiadito di 1600 voti.
    1600 croci.
    molte di più saranno presto quelle che dovranno sopportare questi ipocriti amministratori, con la chiusura dell'ospedale.
    magliano infatti è passata nel giro di un mese o poco più, da salviamo il marini a salviamo la fontana.
    l'effimero operato di un sindaco e della sua giunta ha portato al tracollo degli eventi;
    la commedia è all'ultimo atto.

    sull'ospedale è calato un silenzio assordante, e mentre dal primo di aprile, come detto anche dal pd di magliano di cui devo cominciare a ricredermi visti gli ultimi eventi, l'ospedale perderà la propria fisionomia funzionale, noi saremo tutti li, in piazza, tra cori e bande e festeggeremo gioiosi le glorie di un sindaco che si è fatto sfuggire di mano l'ospedale, e che ha riportato magliano ai fasti di inizio 900.
    non credo che avremo motivo di vantarcene.
    ma la commedia alfrediana è così:
    alla fine ha sempre una morale su cui riflettere.

    grazie al prode graziani e sui fedelissimi scudieri, anche quelli che sbagliano qualche h di troppo, si realizza lo scippo del pdl nazionale, regionale, provinciale; mi piacerebbe definire il sindaco, quello ufficiale, alla stregua di un giocattolo nelle mani di costoro, uomo preoccupato di se stesso, uomo preoccupato di salvare la propria figura di buon pastore nel momento più delicato, quello in cui la nave va a picco. che si salvi il buon pastore, o almeno la sua faccia, e si sacrifichi tutto il resto.
    ora a posteriori possiamo anche domandarci quale fosse la strategia di questa amministrazione;
    probabilmente il quarto segreto di fatima.

    ogni mossa è stata smentita da fatti contrari, ha messo in luce un'incapacità politica e amministrativa senza precedenti.
    e il referendum, cari maglianesi, è solo la punta dell'iceberg.

    oggi leggere le dichiarazioni del disperato ruggeri sul giornale non ha prezzo, per chi come me è rimasto nel silenzio e che fin dall'inizio ha cercato di avvisare i maglianesi per i quali graziani ha rappresentato la svolta.
    piuttosto che ammettere le proprie colpe l'assessore disperato la prende con la politica;
    si faccia bene attenzione, non la politica responsabile dello scippo, quella alla cicchetti ride sulla medicina cinese, ma l'altra, quella eterna nemica, quella che lo vede inevitabilmente silurato da ogni gioco.
    come un topo in un labirinto è ormai smarrito, ed ora l'unica panacea per la sua inguaribile mania di protagonismo, che lo ha portato al tracollo, è quella di prendere a sportellate la politica provinciale, il presidente fabio melilli.
    un appello mi sento di lanciare ad un uomo cui ormai il lume della ragione è solo un ricordo:
    assessore, per cui non so se provar vergogna o disprezzo, faccia una cortesia a tutti i cittadini, rimanga in silenzio a meditare anche su i suoi orrori, la smetta di complicare ulteriormente la situazione in cui avete fatto sprofondare il paese, perchè mentre lei si dichiara favorevole all'emigrare in umbria, sa già che all'interno del suo scatolone, insieme per magliano, la proposta verrà ritirata, e domani saremo tutti qui nel lazio a rieti.
    noi rimarremo qui, e per lungo tempo, volenti o nolenti.
    non distrugga ulteriormente le ultime chance che magliano ha per sopravvivere esclusivamente per una sua battaglia personale.
    è un appello accorato il mio, mi creda, se proprio ha voglia di emigrare lo faccia pure, faccia con comodo, lo faccia con chi reputa più idoneo, ma lo faccia possibilmente il più lontano da qui.

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  2. Dopo le insensate dichiarazioni lette sul "Messaggero di Rieti" di stamane, spero il Presidente della provincia Melilli sappia replicare nei dovuti modi ed in maniera adeguata a questo sciagurato e disperato personaggio, poiché presumo ci siano anche gli estremi di una querela e allora potrà essere soltanto quella la sede opportuna cui dover trattare con simile personaggio.

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  3. Qualcuno gli faccia capire che la politica ha i suoi tempi; Rinnovamento democratico non è stato pregiudizialmente contrario ad una simile ipotesi secessionista, lo dimostra non un voto contrario bensì una astensione su quella delibera.
    Le motivazioni sono note; il coinvolgimento in questa eventuale ipotesi di tutta la provincia e relativi comuni del comprensorio, una adeguata informazione a tutti i cittadini ed alle imprese che operano, imprese di qualsiasi genere; agrigole, industriali, commerciali, artigianali.
    Così non è stato, quel tizio assessore di questo comune ha voluto fare il primo della classe leggendo quel mappazzone quale documento da inserire nella delibera, lo ha fatto credendo di spiazzare tutti i restanti soggetti politici ed istituzionali; tutto questo gli è crollato inesorabilmente addosso rimanendone sepolto ed isolato e allora adesso non gli resta una cosa da fare, coprirsi il volto e fuggire il più lontano possibile.
    Ma attenzione!
    Non vorrei fosse soltanto lui il capo espiatorio, è in primis il sindaco, sono gli assessori, sono i consiglieri tutti, almeno quelli presenti e che votarono a favore quella delibera. compresa l'anomalia Orsini.
    TUTTA LA MAGGIORANZA CONSIGLIARE SI DEVE DIMETTERE, COMPRESO ORSINI CERTAMENTE CHE VOTO' A FAVORE.

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