domenica 6 marzo 2011

Referendum - il fondo è stato toccato


Vogliamo ringraziare pubblicamente la giornalista del Messaggero di Rieti, Raffaella Di Claudio, per lo spazio ridotto che questa mattina ha destinato per una notizia del genere, sulle pagine del giornale. La ringraziamo per non averci esposto oltremodo alla derisione generale.
Probabilmente non saremo gli unici a ringraziarla per questa ridotta visibilità, probabilmente anche l'assessore Ruggeri o il sindaco Graziani lo faranno a nome personale o magari al nome di tutta l'amministrazione, un'amministrazione che sta sfiorando il ridicolo per come sta portando avanti imperterrita la questione del referendum secessionista. Lo ricordiamo ai cittadini: in questi mesi non si è parlato di alcun dato pro o contro, di alcun progetto, di alcun elemento ne all'interno delle sedi istituzionali, ne con i cittadini. E' stato calato dall'alto, "imponendo" la scelta e tacciando tutti coloro che non fossero in linea con la decisione di strumentalizzazione politica, senza per nulla aprire un tavolo di concertazione sui costi o sui tempi che l'iter del passaggio in Umbria avrebbe richiesto.
Chi ha provato a informare i cittadini, cioè noi, è stato definito dal sempre più distratto assessore Ruggeri come "cassandre".
Conseguenza: l'isolamento dall'intero territorio.
Ebbene ad oggi ci troviamo l'intenzione del ritiro del referedum, proprio il giorno in cui vengono confermate le date del voto, un assessore che dichiara di incontri mai avvenuti e smentiti dalla Regione Umbria con la Presidente Catiuscia Marini, e che espongono l'intera comunità alla berlina di tutti. L'imbarazzo per tutto ciò è grande, almeno all'interno delle fila del PD di Magliano, l'imbarazzo per aver constatato di persona come ormai siamo considerati lo zimbello non della provincia di Rieti, ma di ben due regioni, Umbria e Lazio.
Senza progetti, senza argomenti validi per sostenere il passaggio ma con la consapevolezza di avere contro, prima ancora che le forze politiche del territorio, la popolazione maglianese contraria per gli interessi delle diverse categorie, si deciderà con ogni probabilità di ritirare il referendum, smontando pezzo dopo pezzo l'ormai sempre meno infallibile strategia di questa amministrazione per la salvezza del Marini.
Da tempo affermavamo come fosse necessario condurre la battaglia pensando prima ancora che al referendum, all'ospedale, non guardando alla data del 15 maggio, ma a quella del 1 aprile, giorno in cui cesserà di erogare il servizio il pronto soccorso. Abbiamo informato la cittadinanza di questo, mentre da chi avrebbe dovuto partire l'informazione si continuava a tacere, a parlare di referendum, ignorando le dichiarazioni oltraggiose del consigliere regionale Cicchetti, e portandoci a dove siamo giunti.
Ora piuttosto che far ricadere le colpe sulla politica, ci si investa di quella onestà intellettuale di cui si è avezzi far riferimento di in diverse occasioni, e si ammetta finalmente le proprie responsabilità e i propri errori.

6 commenti:

  1. certo caro ruggeri da quello che ho letto sui giornali seguiti a
    prendere in giro i maglianesi ,dicendo di incontrare la presidente della regione umbria e lei non sa nulla e non ne vuol sapere nulla, ma con
    chi hai preso appuntamento con l'uscere? ruggeri in politica bisogna
    essere seri,forse a voi manca questo. claudio rosi.

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  2. Ma dai su, ancora non li avete capiti? questi sono dei mega strateghi della politica.
    Il vero obbiettivo di Ruggeri e di Graziani mica era il referendum, l'incontro con la Polverini, portare il Presidente della provincia di Rieti con se, l'incontro con la presidente della regione umbra; il fine era quello di far passare in secondo piano la prossima chiusura dell'ospedale.
    E ci sono quasi riusciti.
    Adesso cari compagni ed amici queste cose occorre portarle alla conoscenza di tutti i maglianesi con una assemblea da tenersi al teatro Manlio e al più presto; invitando certamente tutto il resto del consiglio comunale, compresi i due strateghi.

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  3. incazzato nero7 marzo 2011 07:34

    mancano 27 giorni alla chiusura del nostro ospedale....ancora si aspetta che la polverini incontri il sindaco?????si deve fare un'azione di forza andare e occupare l'ospedale,non dar modo di portar via nulla ,fare un atto di forza contro le istituzioni che lo vogliono chiudere anche con la violenza.questo è il mio parere ,non ci facciamo distogliere dal referendum perchè quello è solo un problema del sindaco e di ruggeri,l'ospedale deve venire prima di tutto ,il conto alla rovescia è iniziato e noi dobbiamo fare qualcosa per non vederlo chiudere definitivamente ...come cittadini abbiamo il dovere di combattere per i nostri diritti.

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  4. Come qualcuno potrebbe credere, non sono io ad avere scritto questo commento sollecitazione.
    Dico questo perché si sa che la pensi esattamente come "l'incazzato" e allora gli chiedo, ho, o avrei delle proposte e conseguenti iniziative da svolgere, perché non dici chi sei, oppure fammi sapere tramite la mia e-mail carlo.gasperini@gmail.com
    Purtroppo questi amministratori ed il sindaco, hanno costretto il comitato quasi a sciogliersi, e allora deve essere qualcun altro se non il PD a prendere l'iniziativa, perché ha ragione chi mi ha preceduto, non si può assistere passivamente a questo flagello in attesa che arrivi il "messia".
    Un partito si distingue dagli altri anche in questo, il saper guidare la protesta e non aspettare il cadavere che passi, perché quando questo è passato, esso è solo un cadavere appunto ed ha lasciato dietro di se soltanto macerie.

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  5. Abbiamo toccato il fondo? Magari! Qui è due anni che stiamo scavando, altro che fondo. Grazie assessore megagalattico, certe perle è capace di realizzarle solo lei. Abbia un po' di dignità, si dimetta.

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