lunedì 6 giugno 2011

Informazione sul referendum per l'acqua


L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo votando 2 SI quando, il 12 e 13 giugno prossimi, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

Il Governo ha sguinzagliato i suoi falsi esperti per tentare di far perdere di significato anche il quesito sull’acqua. Anzi, i quesiti (al plurale), visto che ricordiamo che saranno due.

Per far ciò, si sono inventate una serie di storie false sulla questione della privatizzazione, che secondo il Governo comporterà un miglioramento della gestione di un bene così prezioso ed un abbattimento dei costi per i cittadini. Tutto falso, e a dimostrarlo è questa mattina Altraeconomia che ha pubblicato uno studio in cui dimostra come è possibile sfatare tutti i falsi miti messi in circolazione in questi giorni sull’acqua. Continuate a leggere per scoprire quali.

L’aspetto più curioso, che sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, riguarda il falso mito dell’efficienza. Secondo il Governo, gli acquedotti pubblici sono dei colabrodo e, se affidati ai privati, ridurranno le perdite per una gestione migliore delle tubazioni. Ebbene, secondo uno studio effettuato da Mediobanca, non di certo da un gruppo di ambientalisti-fondamentalisti, l’acquedotto italiano peggiore, in quanto a dispersione, è quello di Roma che, guardacaso, è una S.p.A., gestita dai privati. Evidentemente qui la privatizzazione non ha funzionato tanto bene.

La legge Ronchi che privatizza l’acqua in pratica sta avviando un regime di libera concorrenza in un settore che la libera concorrenza non può averla in quanto fognature, acquedotti e impianti di depurazione sono “monopoli naturali” spettanti al Governo di una nazione, in cui non può esserci concorrenza.

Come per il nucleare poi, anche sull’acqua ci vogliono far credere che il referendum è vuoto in quanto appena 7 dei 114 gestori che entrerebbero nel mercato dell’acqua sono privati. In realtà se 7 gestori sono effettivamente al 100% privati, quasi tutti gli altri sono misti privato-pubblico, ed anche le società pubbliche sono gestite in modo privato attraverso le S.p.A.

Ma il punto su cui si insiste più di tutti è sempre il più sensibile: il portafoglio. Di fronte alla teoria che affidare la gestione di questi servizi ai privati significa che i cittadini pagheranno meno bollette, si spera che la gente si convinca che conviene far diventare l’acqua privata. Naturalmente anche questa è una falsità, forse la più grave di quelle dette finora, smentita persino dal Ministro Prestigiacomo che qualche mese fa, era il settembre 2010, ammise

"il calcolo della tariffa è poco trasparente".

In effetti, al momento, non si sa ancora quanto toccherà sborsare ai cittadini se la gestione degli acquedotti diventasse privata. Ciò che si sa è che non è vero che pagheranno meno in bolletta per un semplice motivo: gli investimenti che finora venivano effettuati per rimodernare e gestire questi impianti erano coperti dalle tasse. Diventando privati, le tasse andranno a coprire una minima parte, o in molti casi nemmeno quella, dei costi. In questo caso le possibilità sono due: o i gestori dovranno sborsare grosse cifre per continuare la gestione congrua degli impianti, ma non potendoci rimettere di tasca loro, aumenteranno i costi in bolletta, oppure li lasceranno bloccati o addirittura potrebbero abbassarli, ma in questo caso non si investirà più un euro nei progetti di miglioramento, correndo il rischio di sfasciare definitivamente il giocattolo.

Per questo è molto importante recarsi alle urne domenica o lunedì prossimi ed essere consapevoli di cosa si sta andando a votare.

2 commenti:

  1. 'Dar da bere agli assetati', ha detto Gesù Cristo. Non ha mica aggiunto 'soltanto se hanno i soldi per pagarsela'. Non è stato Marx a insegnarci che l'acqua è il primo bene comune e che farla diventare una fonte di profitto è una bestemmia. E' il Vangelo che ce lo ha insegnato. E per chi non è ne' marxista, ne' credente, basta il semplice buon senso. Due elementi naturali che appartengono a tutti e che non si possono mai trasformare in proprietà privata di qualcuno: l'aria e l'acqua. Perché' l'aria e l'acqua sono la vita e la vita non può essere venduta a qualche imprenditore privato''. Antonio Di Pietro.

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  2. Veramente oltre all'acqua e all'aria ci sarebbe anche la terra quale elemento comune; ma questa è un'altra storia vero cristo? vero marx? vero tonino di pietrino?

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Saremmo lieti di rispondere ad ogni vostro quesito.
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