giovedì 16 giugno 2011

Voglia di mandarli a casa

3 commenti:

  1. giovedì 16 giugno 2011
    Brunetta ai precari: "Siete la peggiore Italia"

    Questi sono i nostri schifosi ministri di centrodestra, gente che non ha rispetto per i lavoratori, per il precariato, per la libertà d'espressione. Berlusconi, LaRussa, gasparri la Polverini, brunetta
    tutti signori mancano Pietro Pacciani,Mario Vanni ,Giancarlo Lotti e siamo a posto

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  2. Ma si è mai visto allo specchio la brunetta. Siii! Allora come fa a dire che gli altri sono i peggiori italiani?

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  3. Avviati studi per un impianto di biomasse MAGLIANO SABINA


    Oggetto: Osservazioni alle “Linee guida per la localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da biomasse.”

    Ringrazio il Servizio Ambiente della Provincia di Asti per l’invio del documento in oggetto e nello spirito di collaborazione emerso durante il colloquio avuto il 2 agosto c.a. con il vicepresidente dr. Giorgio Musso e i rappresentanti dei Comitati, inoltro alcune prime considerazioni sulla bozza delle Linee Guida.

    1. Nel documento non vi è traccia dei sistemi di trattamento, recupero, utilizzo e smaltimento delle ceneri che gli impianti a biomassa inevitabilmente produrranno (Johansson, Tullin et al. 2003; Demirbas 2005; Kakareka, Kukharchyk et al. 2005), pari allo 0,5 -0,7 % in peso rispetto alla quantità di materiale trattato, se viene bruciato legname essiccato, ma con percentuali più elevate se sono usate altre biomasse, come ad esempio la paglia (15,5%), un valore nettamente superiore alle ceneri prodotte dal carbone (7%).

    La movimentazione delle ceneri è associata a consumi energetici ed emissioni che devono essere sommati ai consumi energetici e alle emissioni indotti dalla raccolta e dal trasporto all’impianto, al fine di valutare l’effettiva sostenibilità di questa scelta.

    Altro problema critico è il livello di tossicità delle ceneri ed in particolare delle ceneri volanti raccolte dagli impianti di depurazione dei fumi. Il contenuto di cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio delle ceneri volanti derivanti dalla combustione di legname (quercia, faggio, abete) è superiore a quella riscontrabile nelle ceneri volanti prodotte dalla combustione di carbone (Demirbas 2005).

    2. A nostro giudizio nel documento è carente la valutazione dell’impatto ambientale e sanitario che i nuovi impianti a biomassa inevitabilmente indurranno. A tal riguardo ci sembra insufficiente il riferimento all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, che è un obbligatorio requisito di legge, ma che da solo non garantisce la salute dei cittadini esposti agli inquinanti comunque prodotti ed immessi nell’ambiente.

    Un più corretto termine di riferimento dovrebbe essere il confronto della qualità dell’aria e dell’ambiente prima e dopo l’entrata in funzione dell’impianto a biomassa. Questo confronto non può che essere questo: con l’entrata in funzione dell’impianto a biomassa la qualità dell’aria deve migliorare o per lo meno restare uguale a quella pre-esistente.

    Il miglioramento è possibile se nel sito interessato le biomasse sostituiscono un combustibile più inquinante utilizzato in un impianto termoelettrico già esistente e se il recupero del calore permette di spegnere numerose calderine inquinanti il cui impatto ambientale era superiore a quello del nuovo impianto di teleriscaldamento, conteggiando anche le emissioni dei trasporti associati.

    Questa norma, oltre che essere in sintonia con le scelte della Unione Europea in tema di politiche di tutela dell’ambiente e della salute è motivata dal fatto che l’uso di biomasse per la produzione di elettricità non è obbligatoria e la diffusione di questa scelta è sostanzialmente motivata dai sostanziosi incentivi pubblici dei Certificati Verdi.

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