martedì 16 agosto 2011

Lodovisi:"Dal sogno della ferrovia alla cancellazione della provincia e di 40 comuni"

Dal sogno della Ferrovia per Roma alla cancellazione della Provincia di Rieti e di 40 Comuni con un tratto di penna, si chiude in maniera ingloriosa una parabola politica costituita da un ciclo fallimentare del centro destra reatino, durato 17 anni, fatto di promesse non mantenute, di bugie strombazzate, di proclami solenni culminati con il decreto contenente la manovra finanziaria che azzera 38 province – tra cui Rieti, la nostra provincia- e 40 Comuni di entità inferiore a 1000 abitanti.

Interessante in queste ore il silenzio clamoroso di tutti i capi del PDL reatino che in questi anni si sono sbracciati per raccontare storie e raccogliere puntualmente grandi consensi nella popolazione che in questa maniera ha dimostrato di aver bisogno di sognare un futuro fatto di ricchezza, sviluppo e progresso, salvo svegliarsi, alla prova dei fatti, più poveri e gabbati. Poiché il problema non è soltanto cancellare la Provincia – questione che riguarderà, ad occhio e croce solo i consiglieri, gli assessori e il presidente – ma anche gli uffici di rango provinciale come prefettura, questura, provveditorato e via di questo passo con un terremoto difficile da prefigurare in queste ore.

Straordinario anche il silenzio del governatore del Lazio e dei suoi collaboratori – tra cui annoveriamo anche l'assessora ed i consiglieri – perché il secondo problema che si affaccia, posta la cancellazione della provincia, è quello del destino di un intero territorio, spesso non apprezzato in pieno presso gli uffici della Pisana (come insegna il recente ridimensionamento degli ospedali periferici) . Che si fa? Si resta ne Lazio andando a costituire un indistinto ciambellone, un enorme Bronx ­ a disposizione di Roma per ospitare tutto quello che la Capitale “rifiuta”, oppure c'è alla portata qualche soluzione alternativa?

Per questo è importante che il territorio dimostri in primo luogo la capacità di sapersi mobilitare per chiedere forte e chiaro il conto del credito politico concesso in questi anni, ai vari Cicolani, Rositani, Cicchetti, Emili, Nobili e Gatti. In secondo luogo è necessario dotarsi di un piano B, in modo da porre in essere, nel tempo che ci separa dalla cancellazione sulla carta politica d'Italia, una strategia in grado di salvare un' identità territoriale, che consenta di superare con il minimo danno questo attentato al territorio posto in essere da un governo ed una maggioranza che hanno dimostrato di non avere né forza né legittimazione per chiedere a chi ha di più la restituzione del giusto.

Inoltre in data odierna ho richiesto personalmente l'urgente convocazione dell'ufficio di presidenza del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio per l'esame delle ricadute sull'assetto degli enti locali con il decreto legge pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale. Il Cal dovrà divenire nei prossimi mesi punto di riferimento sia per le province del Lazio che per il sistema dei comuni di entità inferiore a 1000 abitanti che viene falcidiato dalla norma richiamata. Più in particolare sarà importante un'azione di sostegno con riferimento alla giungla normativa che pare appalesarsi nella manovra del governo


Vincenzo Lodovisi

8 commenti:

  1. maglianese avvelenato16 agosto 2011 16:35

    visto che non vuole far pagare ai cittadini le feste di partito,si dovrebbe vergognare,perchè fa pagare le bollette dell'acqua con l'arsenico?????!!!!
    sindaco ti consiglio di accendere il cervello prima di parlare,se vuoi il bene di magliano vedi di darci l'acqua non avvelenata o le strade aggiustate le scuole elementari funzionanti e una volta per tutte devi dire la verità sull'ospedale.Non pensare di ricandidarti perchè con -85% di lavori non fatti la gente si è rotta le balle di te e del resto della" banda Bassotti"

    RispondiElimina
  2. Poiché anche la provincia di Terni verrà cancellata, si faccia un referendum affinché tutta la provincia di Rieti passi in Umbria, delle due ne salveremmo una e si dia un calcio definitivo a questa regione Lazio.
    Vedi il danno che hai causato Graziani? adesso si che sarebbe stato il momento di indire un referendum secessionista! Ma non so per quanti anni, questa possibilità ci sarà vietata per i tuoi capricci alfredino.

    RispondiElimina
  3. Condivido il post delle 16,35 e anche quello di Carlo, ma dico basta anche ai politici come Ludovisi e amici che per colpa loro e dei loro sbagli oggi ci ritroviamo Berlusconi

    RispondiElimina
  4. forse se tutti i cittadini e tutte le forze politiche, anche provinciali, avessero aderito con convinzione al referendum promosso dal sindaco,il problema sarebbe oggi risolto.

    RispondiElimina
  5. Forse se avesse avuto più equilibrio, quello che dici, oggi sarebbe stato condivisibile dai più.
    Ma cosa può nascere mai da una cucuzza!

    RispondiElimina
  6. io invece credo che il referendum alla luce dei fatti attuali si sarebbe dimostrato un autogol clamoroso.
    avremmo fatto un referendum e speso soldi per passare in una provincia che rischia di sparire proprio come rieti.
    con il rischio poi di far capo alla fine a perugia, ve lo immaginate?

    RispondiElimina
  7. mattia iacobelli17 agosto 2011 12:41

    nell'ipotesi più dispendiosa, con il massimo degli assessori esterni in tutti i consigli comunali, e con tutti i sindaci e assessori che si attribuissero al massimo valore le indennità, i costi si aggirerebbero intorno ai cinque milioni di euro, l'equivalente di 11 deputati. ha senso dunque questa manovra? il governo non ha voluto accorpare negli ultimi anni referendum e elezioni nello stesso giorno sprecando 700 mila euro. poi si inventano provvedimenti come quello attuale. roba da non credere

    RispondiElimina
  8. maglianese "avvelenato"17 agosto 2011 12:44

    un sindaco non puo governare con i forse e i ma.Quando aveva dichiarato il referendum non ha mai chiesto ai cittadini e alle forze politiche cosa ne pensassero per poi affrontarlo insieme ,vi pare questo un comportamento democratico ? Ora vengono a dire :
    "forse se tutti i cittadini e tutte le forze politiche, anche provinciali, avessero aderito con convinzione al referendum promosso dal sindaco,il problema sarebbe oggi risolto".

    quale problema si risolveva?non è il referendum secessionista il problema per magliano,sono ben altre cose che devono essere sistemate,io ripeto fino all'infinito che:paghiamo le bollette dell'acqua che non possiamo usare (solo per negligenza di certi assessori)o un ospedale che non abbiamo piu , sempre per non aver ascoltato nessuno, ma solo i vari cicchetti nobili cicolani,ad ora ancora non sa dare delle risposte in merito.Questi sono veri problemi e chi ancora difende questa amministrazione non ha fatto i conti con il disaggio che ci ha procurato. continuate cosi che presto ve ne accorgerete.

    RispondiElimina

Saremmo lieti di rispondere ad ogni vostro quesito.
I commenti contenenti un linguaggio scurrile non verranno pubblicati.
Grazie per la Vostra presenza e collaborazione