sabato 8 ottobre 2011

Contro i tagli del governo ai servizi sociali

Ho sempre avuto la convinzione che impegnarsi in politica e rappresentare le istituzioni in seno alle quali eventualmente espletare il proprio mandato elettivo, fosse una cosa eticamente gratificante, ma allo stesso tempo difficile, perchè in quel ruolo il politico deve rappresentare i cittadini, analizzarne i bisogni e cercare di risolvere i loro problemi. Credo, al contrario, che alcuni degli attori protagonisti della scena politica rappresentino maggiormente - in maniera autoreferenziale - le proprie ambizioni ed i propri personalismi e non viceversa le istanze, le aspettative e le esigenze della cittadinanza. Le emergenze sociali stanno aumentando a dismisura e gli Enti Locali non riescono più a fronteggiarne l'avanzata.

Alcuni mesi fa scrissi un articolo in cui richiedevo l'attenzione dei cittadini del Distretto Socio-Sanitario Rieti 2, circa la mancanza cronica di erogazione dei finanziamenti regionali per i servizi sociali; a distanza di circa 4 mesi la situazione non è molto cambiata.

Oggi viviamo un tempo in cui i cittadini e molti amministratori locali possono, a ragione, considerarsi ostaggio sia del Governo Nazionale, che del Governo Regionale. E' giusto ribadire, che i Fondi Statali per le Politiche Sociali nel 2008 ammontavano complessivamente a circa 2,5 miliardi di euro, nel 2011 sono stati ridotti del 76,3% fino ad arrivare a circa 350 milioni di euro; il fondo nazionale per la non autosufficienza, che ammontava a 400 milioni di euro è stato azzerato; sono stati drasticamente ridotti i fondi sociali per l'handicap grave, per l'assistenza ai disabili, per la promozione dei diritti dei minori Legge 285/1997, per l'integrazione degli immigrati legge 286/98, per la famiglia e potrei continuare ancora.

Non possiamo assistere a questa macelleria sociale in un momento di crisi durissima, che impatta sempre di più sulle famiglie ed i cui componenti spesso perdono anche il lavoro. In questo contesto non certo edificante, è stato a mio avviso singolare e mi permetto di dire anche un pò offensivo venire a conoscenza, che proprio l'Assessore Regionale alle Politiche Sociali Aldo Forte sia andato alla festa del suo Partito (UDC) a Rieti ed abbia detto all'opinione pubblica: “se il Governo non si decide ad aprire un tavolo sul sociale, il futuro dei servizi socio assistenziali è appeso ad un filo”.

Permettetemelo, ma l'Assessore Forte (UDC) è circa un anno e mezzo che ricopre quel ruolo istituzionale ed ha, tra le altre cose, assistito impassibile ed in parte compiacente con l'intera maggioranza della Giunta Polverini, che l'ha operata, alla distruzione pressochè completa della Sanità della nostra Provincia; ha assitito senza contrapporsi in maniera evidente al piano di depauperamento delle risorse nazionali per le politiche sociali prodotto dal Governo Berlusconi, che si è riflesso sia sulla Regione Lazio, che su gli enti locali sottostanti; ha invitato i Sindaci, nonostante fosse una prerogativa regionale, ad inviare i piani per la non autosufficienza direttamente al Governo perchè la Regione non ha le risorse.

Credo, che in una situazione economico-sociale come quella in cui versano gli italiani è necessario fare delle scelte diametralmente opposte a quelle prodotte dai Governi Nazionale e Regionale; credo tuttavia, che anche i cittadini più disinteressati alle vicende politico-istituzionali siano rimasti sconcertati ed indignati di fronte a questa visione della risoluzione dei bisogni sociali rappresentata dai Governi suddetti, che è evidentemente lontana dalla realtà in cui vivono i cittadini.

Mi permetto modestamente di suggerire all'Assessore Forte, ma anche ai rappresentanti reatini del suo Partito Politico, che sarebbe forse il caso di assumersi le proprie responsabilità e spiegare ai cittadini della nostra Regione come stanno veramente le cose e soprattutto chi ha procurato un deficit di assistenza socio-sanitaria così marcato. Inoltre, per non scivolare nella autoreferenzialità, anch'essi dovrebbero opporsi in maniera tangibile nei confronti delle scelte scellerate del Governo Nazionale assunte in relazione alle politiche sociali e, qualora non riescano a farlo, agire autonomamente condizionando le decisioni della Presidente della Regione Lazio, che sempre di più sta intraprendendo percorsi diamentralmente opposti al sentire dei cittadini, soprattutto di quelli più bisognosi e degni di attenzione da parte delle istituzioni.


Marco Cortella

Assessore Servizi Sociali

Unione di Comuni della Bassa Sabina

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