martedì 18 ottobre 2011

Durante l'ispezione reparti sbarrati

Si è svolto stamattina il sopralluogo di una delegazione di consiglieri regionali del Partito democratico all'ex struttura ospedaliera Marzio Marini di Magliano Sabina. «Il capogruppo Esterino Montino e i consiglieri Mario Perilli, Enzo Foschi e Franco Dalia hanno fatto la prima di una serie di visite in programma nelle province del Lazio nelle 22 strutture ospedaliere che il decreto 80 della Polverini ha, di fatto, smantellato sul territorio regionale».

La fotografia dell'attuale situazione è impietosa: è stato disattivato il Pronto soccorso, eliminati 50 posti letto, trasferito a Rieti con mobilità circa il 60% del personale, limitato il servizio di laboratorio analisi e quello ambulatoriale come quello di Radiologia e diagnostica per immagini.

Durante la visita i consiglieri regionali, accompagnati dal segretario del Pd locale, Francesco Di Basilio, e alla presenza del sindaco di centrodestra di Magliano Sabina, Alfredo Graziani, «hanno personalmente constatato che almeno 6 milioni di materiale tecnico medico scientifico di ultimissima generazione è sottoutilizzato o addirittura giace inutilizzato nei reparti vuoti. Così accade per le apparecchiature delle sale operatorie dal costo di circa 4 milioni di euro, per i letti di ultima generazione che sono in disuso e anche per i defibrillatori ammassati nelle stanze. Addirittura l'ultimo reparto realizzato ha la porta chiusa e incatenata. In più manca la postazione del 118, non c'è l'elisuperficie e non esistono i 40 posti di Rsa che erano stati promessi».
«La visita del nosocomio maglianese ha confermato tutti i timori espressi dal Partito democratico nei mesi scorsi. Quella che era una struttura moderna, efficiente, con un Ps da oltre 8.000 accessi annui non esiste più, è un ospedale sgarrupato dalla Polverini».

«L'atto aziendale della Ausl Rieti, guidata da Rodolfo Gianani, ha reso concrete le peggiori previsioni ipotizzabili sull'ospedale Marini. Una situazione spettrale: da Fara Sabina a Magliano non esistono più luoghi di riferimento dove curarsi. I cittadini devono andare altrove: Rieti o Terni, oppure Civita Castellana (ospedale in difficoltà perché già sottodimensionato) o Roma, all'ospedale Sant'Andrea. Il Partito democratico alla Regione Lazio proseguirà nei prossimi giorni i sopralluoghi nelle strutture dismesse dopo il decreto 80/2010 del commissario ad acta. Ancora una volta sottolineiamo l'urgenza di un Consiglio straordinario sulla sanità. Il bisogno, il diritto alla salute di troppi cittadini della nostra regione è negato e rimane senza risposta».

Di seguito riportiamo le immagini dell'ispezione di questa mattina.





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