martedì 15 novembre 2011

Ecco come sono ridotti

Recentemente l’amministrazione guidata da Alfredo Graziani ha imboccato una nuova e importante linea politica, ovvero quella dell’accusa al PD. La colpa è del PD; lo dicevano tempo fa quando l’allora abbaglio nella scelta del referendum secessionista portò all’allontanamento degli altri comuni del circondario e della provincia nella battaglia comune per la salvezza dell’ospedale, oltre a renderci lo zimbello di tutti. Continuano a cantilenarlo ancora oggi in piccoli “comizietti improvvisati” per giustificare mancanze e fallimenti amministrativi che il carrozzone messo su per vincere le elezioni 2009 a tutti i costi è riuscito a incamerare in appena 2 anni e mezzo, un carrozzone che ha visto l’inesorabile messa da parte dell’UDC e del vicesindaco e che registrerà prossimamente rimpasti di poltrone dettati dall’alto.

E così dunque se le strade di competenza provinciale del nostro paese sono ridotte in questo stato, lasciate nell’incuria totale, la colpa non può essere che del PD locale, che secondo qualche pettegolezzo da bar farebbe ostruzionismo in provincia. Era del PD locale la colpa per non aver aderito all’idea, ritenutasi poi un clamoroso sbaglio, di abbandonare la provincia di Rieti e la regione Lazio, è colpa del PD locale, reo, a giudizio di questi amministratori allo sbando, di non essersi allineato con la loro infallibile strategia per l'ospedale, se siamo giunti ad un punto in cui non arriveranno nemmeno i decantati medici ospedalieri presso il Marini. Guai a pensar male invece di chi in un anno si è fidato ciecamente delle promesse di qualche sostenitore del decreto 80 della Polverini, mentre gli eventi precipitavano giorno dopo giorno.

Non abbiamo mai sentito però assumere pubblicamente e sui giornali la stessa condanna nei confronti dei vari Nobili, Cicchetti e Cicolani, illustri referenti dei nostri amministratori nelle trattative con la Polverini e che hanno assistito immobili alla riconversione del Marini.

La colpa è del Pd locale; la colpa è di Poggio Mirteto e così via.

Intanto però rimane un mistero quali saranno le strategie che questo sindaco metterà in atto in difesa della sanità sul territorio per cercare di non passare alla storia come il sindaco cui chiusero l'ospedale. Niente è stato detto nemmeno al personale che ancora lavora presso il nosocomio, a cui Graziani a ben pensato invece di riservare la solita solfa: la colpa è del PD locale.

Probabilmente questi luminari della politica credono sia la strategia vincente per ritrovare il consenso perduto o per sotterrare responsabilità proprie di chi ha in mano la situazione amministrativa, la panacea di tutti i loro mali. Guai ad assumersi le proprie responsabilità, guai a cospargersi il capo di cenere, guai a crescere.

Peccato poi che si venga a scoprire che chi pensa a diffamare l’onestà e l’operato del Partito Democratico di Magliano è lo stesso personaggio che qualche mese fa in barba alle più elementari regole amministrative, e soprattutto in barba alle leggi dello stato, ha aumentato lo stipendio di un proprio familiare, lavoratore LSU. Magari un peccato di inesperienza, e invece scopri che in esperienza non è secondo a nessuno con i suoi trascorsi amministrativi ultra ventennali. Certo per cancellare fallimenti su fallimenti (sempre amministrativi, ben intesi) per un 2011 da dimenticare in fretta si è disposti a tutto, costi quel che costi; altro che vergognarsi e chiedere scusa, l’unico scopo è dirottare l’attenzione dei cittadini maglianesi verso un nuovo capro espiatorio, il PD maglianese.

Capita quando ci si sente in difficoltà e le idee si annebbiano, sta capitando a Graziani e i suoi, gli stessi che oggi si trovano al centro del bersaglio dei troppi cittadini delusi e scontenti di un operato farcito di tante belle promesse rimaste sulla carta, vittime di una strategia politica che ci ha sottratto la prima azienda del nostro territorio, la prima risorsa occupazionale: l’ospedale. Il giudizio, così come l’umore, dunque non può non essere quello che gli stessi amministratori percepiscono da diversi mesi a questa parte nell’aria.

Suggeriamo quindi loro, scudieri e alzamano occasionali (sempre se ne siano stati informati), di guardare al proprio operato amministrativo prima di affermare falsità sugli altri, suggeriamo di risolvere al più presto situazioni come quella della frana del campo sportivo a cui ancora non sono giunte risposte in merito all’interrogazione del gruppo di minoranza, tanto per rimanere nell’ambito della viabilità, o di spiegare alla cittadinanza il perché si sia atteso quattro mesi prima di intervenire sui filtri del dearsenificatore. Si spieghi ai cittadini quando finirà questa emergenza arsenico e quali sono i provvedimenti che si intendono adottare nel frattempo; si spieghi ai commercianti come sono stati spesi i soldi del centro commerciale naturale e si chiarisca una volta per tutte che fine abbia fatto la firma che l’amministrazione deve per la realizzazione della medicina alternativa cinese a Magliano, così come vuole il decreto 27/2011 del commissario ad acta.

C’è un’amministrazione, poco incline al coinvolgimento della minoranza e al rispetto dei regolamenti, al timone di questo paese che fornirà ogni risposta. Intanto comunque, per evitare ogni problema, la colpa rimane del PD!

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