domenica 20 novembre 2011

Ospedale, Sacco:"Che fine ha fatto la firma del sindaco?", Perilli:"Graziani ha sbagliato strategia""

Presso il teatro comunale di Collevecchio ieri pomeriggio il PD della bassa sabina ha incontrato la cittadinanza nel primo degli incontri presvisti sul territorio per fare il punto sulla questione del Marzio Marini.

Nicola Sacco - coordinatore PD bassa sabina:"Non è la prima volta che trattiamo questo argomento, il Partito Democratico ha sempre voluto mantenere viva questa concezione di battaglia in difesa del Marini, un gesto dovuto non per apparire, ma per pretendere il diritto dovere alla salute come cittadini. Vorrei mandare un saluto al coordinatore del pd di Magliano, oggi non presente per motivi di salute, al quale va il ringraziamento di tutti noi per aver dato tanto in quest'ultimo anno in questa battaglia, e forse anche per questo ora sta attraversando queste difficoltà. Voglio fin qui ribadire come il PD si sia impegnato a tutti i livelli nella difesa del Marzio Marini, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo insieme alle associazioni e insieme ai cittadini, finchè non raggiungeremo l'obiettivo, finchè non riusciremo a cambiare lo stato delle cose, se non in questa sicuramente nelle successive legislature quando torneremo ad amministrare. Questo è l'impegno che prendiamo con i cittadini. Un messaggio chiaro che abbiamo voluto portare anche recentemente nella manifestazione nazionale di Roma perchè crediamo ancora che si possa far qualcosa.
Stasera siamo qua per fare il punto della situazione e non per dire falsità, come qualcuno ha provato a scrivere nei giorni scorsi dopo aver letto alcune mie dichiarazioni fatte alla stampa, siamo qua per fare informazione ai cittadini che hanno evidenziato in questo ultimo periodo un'oggettiva difficoltà a capire come stanno le cose.
Non vorrei che dopo un anno si dia per morto il problema; siamo qui a discutere di quello che voglio definire un nostro "caro parente in difficoltà", e lo facciamo in mezzo alla gente a differenza di chi probabilmente si è risentito delle mie parole quando ho parlato di "tradimento". Ecco, forse sono proprio queste stesse persone che con le loro azioni e con il loro silenzio hanno sotterrato e stanno sotterrando questo nostro "caro amico in oggettiva difficoltà"; è stata la loro ambiguità e il continuo cambiar posizione che ha prodotto ciò. Vorrei ricordare, come già fatto anche dagli altri intervenuti, lo schieramento nato in difesa non di un poliambulatorio, ma di un ospedale vero con posti letto e soprattutto un pronto soccorso, vorrei ricordare anche tutti i sindaci che intervennero quel giorno a Magliano e che scattarono quella foto tutti uniti in difesa di quella struttura e di quei servizi; ebbene oggi è chiaro anche a tutti loro come solo il Partito Democratico sia qui a parlare del problema casa per casa, a fare come dicevo informazione.
Si parla ormai sempre più concretamente di una medicina alternativa cinese entrare nelle opportunità di questa nuova sanità che sta nascendo anche sotto l'aspetto economico. Ricordo nelle manifestazioni fatte a Rieti e a Magliano il sindaco Graziani essere li accanto a noi nella battaglia mentre ora invece è lo stesso sindaco di Magliano e la sua amministrazione a indicare proprio nelle stesso PD il responsabile della situazione attuale, ricorrendo a polemiche a distanza anche con il sottoscritto.
E' bene precisare che il Partito Democratico da Rieti a Roma passando per Collevecchio, Stimigliano e Magliano parla con una voce unica, la stessa voce; noi non abbiamo mai agito ambiguamente, e non abbiamo mai pensato di contrapporci all'amministratazione maglianese perchè fuori dalla logica del nostro partito, abbiamo sempre operato con una sola convinzione e con una sola idea, no alla chiusura e si a alla funzionalità di questo ospedale.
Vorrei invece portarvi a conoscenza di due leggi: la legge regionale 4/2003 e il decreto 27/2011. In particolar modo quest'ultima che prevede espressamente la messa in funzione della medicina cinese, e in questo ambito la parola finale spetta, proprio come come scritto nei documenti, all'amministrazione comunale di pertinenza, vale a dire quella di Magliano. Solo il sindaco di Magliano dunque con la sua firma può concedere l'opportunità e il diritto di far entrare la medicina alternativa all'interno di questa struttura. C'è anche una corrispondenza scritta tra il DG Gianani e i cinesi datata 27 febbraio, di cui è a conoscenza l'amministrazione di Magliano e in cui si fa riferimento al progetto previsto per il Marini. Il pronto soccorso è stato chiuso il 1 aprile, ma già da febbraio si era a conoscenza dei piani precisi di Gianani, e di come la struttura di Magliano fosse ottimale per la comunità cinese e il loro progetto. Quanti sapevano queste cose? Vogliamo essere chiari: non accettiamo che la medicina tradizionale del servizio sanitario nazionale, per cui noi paghiamo con le nostre tasse, sia sostituita con una medicina che non risponde alle nostre esigenze. E' notizia di questi giorni, ce lo ha riferito proprio il coordinatore di Magliano, che sta per essere trasferito anche il servizio di neurofisiopatologia, gli elettroencefalogrammi per capirci. Un poliambulatorio con sempre meno servizi.
Si sta chiudendo l'ospedale e per riempire il vuoto che si si è creato c'è l'intenzione di riempirlo con qualcosa che, secondo Gianani, è più appetibile.
Il sindaco Graziani avrebbe il dovere di informare le associazioni, i cittadini, in consiglio comunale di quanto sta avvenendo, dire loro la verità piuttosto che scagliarsi contro il Partito Democratico che sta giustamente chiedendo che fine abbia fatto questa famosa firma. C'è da parte di questa amministrazione l'intenzione a procedere con questa medicina cinese? Dice di no, dice di si, ma in realtà nessuno ne sa nulla. Rimane il fatto che sarà il sindaco ad avere l'ultima parola, pur non potendo opporsi e rischiando di passare alla storia con tutta la sua giunta di centrodetra come il sindaco che ha chiuso l'ospedale; un presidente di regione, un direttore generale gli fanno le dovute pressioni e di conseguenza sarà difficile alla fine non firmare per questo progetto, che stiamo vedendo prendere sempre più corpo con la stessa visita dei cinesi di qualche settimana fa a Magliano, il giorno dopo che i consiglieri regionali del PD in ispezione avevano trovato i reparti sbarrati dalle catene. Di tutte queste cose avrebbe dovuto informarci. Il materiale che abbiamo dimostra che queste non sono falsità, ma la verità che è giusto portare alla luce. Ci auguriamo che non si arrivi alla firma di quella autorizzazione, se già non lo si è fatto."
Mario Perilli - consigliere regionale PD:"Voglio subito dire una cosa: invito il sindaco di Magliano a non pensare al Pd locale, a pensare ad altre cose, perchè il rapporto così come la considerazione sull'operato messo in campo da Francesco e da tutti i compagni di Magliano non potrà essere mai messo in discussione dal Partito Democratico.
L'errore fondamentale della Polverini è stato quello di costituire le macroaree quelle che inseriscono la nostra provincia con la zona e le strutture di Roma nord. Quando parlo a Cicchetti di macroaree mi sento rispondere "ma dai, so invenzioni!", ma quali invenzioni! Eccoli i risultati di questo accorpamento: dal 1 aprile scorso l'ospedale di Magliano non c'è più, non c'è più, e guardate che il PD l'ha fatta una proposta ed è ancora valida. Nel 2008 si cominciò a parlare di chiudere i piccoli ospedali, con Montino allora proponemmo qualcosa che è ancora valido, e i dirigenti del PD di Magliano e l'allora sindaco se lo ricordano bene, era quello di far decidere al direttore generale della ASL di Rieti come dover gestire la sanità reatina.
Decidemmo che nella provincia di Rieti ci fosse un unico presidio ospedaliero, Rieti, con 2 articolazioni, Amatrice e Magliano. Questa era la soluzione e questo è stato fino all'arrivo della Polverini. Questo non avrebbe intaccato i costi della nostra sanità. Dobbiamo convincerci che questa è la strada. Il deficit del 2010 si aggirava intorno al miliardo e cento, quello del 2011 intorno al miliardo, e allora dove stanno questi grandi risparmi dopo la chiusura di 24 ospedali? Il problema è che per risparmiare occorre operare sull'eccessivo numero di aggregamenti privati e i 5 policlinici universitari. Augusto Battaglia si dimise perchè combattè per la chiusura di alcune cliniche private, tanto per fare un nome Angelucci. La strada è proprio quella e noi del Pd sappiamo come percorrerla.
Il sindaco di Magliano ha sbagliato completamente strategia, ha pensato che mettersi nelle mani del centrodestra avrebbe risolto il problema. Un pò così in maniera clientelare. E' addirittura dovuto andare a Rieti a manifestare solidarietà a Cicchetti quando lo hanno cacciato dalla giunta regionale sperando che questo poi gli consentisse qualcosa di importante nel futuro.
Questo non è accaduto; l'errore politico che ha commesso è quello di non essere stato equilibrato. Noi, non io, noi tutti, il Pd di Magliano, gli abbiamo offerto sostegno pieno nella battaglia per l'ospedale. Io mi ricordo l'incontro con Marazzo nella sala comunale di Magliano, lui disse a me e Battaglia, "tanto io alla fine starò con chi difenderà l'ospedale di Magliano", e spero che anche se dopo qualche anno se ne renderà conto di queste dichiarazioni e dell'errore commesso. Poi una domanda: come mai altri comuni l'hanno vinto il ricorso al TAR? Io presumo che su questo si sarebbe dovuto puntare maggiormente come fatto per esempio da Frascati che ha vinto.
Dopo l'ispezione fatta ho visto defibrillatori abbandonati in una stanzetta, c'è un reparto gestito solo da infermieri. Su queste cose dobbiamo alzare la nostra protesta e la rivendicazione della nostra proposta. Non so se a Magliano vogliono la privatizzazione di una struttura pubblica attraverso la medicina cinese, ma così stanno le cose, quello che dice Sacco è tutto vero: Gianani vuole la medicina cinese, la Polverini parla a Rieti di Magliano come di futura RSA, e comunque voglio ricordare che già in passato erano previsti 30 posti RSA in aggiunta alla struttura ospedaliera, come di qualcosa che ci viene concesso, quasi regalato. Nei prossimi giorni chiederemo alla Polverini di incontrare il nuovo ministro della salute per rivedere questo piano, sperando che la stessa abbia un atteggiamento meno ossequioso rispetto a quello tenuto con Berlusconi."

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