martedì 27 dicembre 2011

Il neocampanilismo, una scelta folle!

Il giorno 22 dicembre 2011 forse non tutti sanno che si é svolto un Consiglio Comunale urgente in seduta straordinaria in cui si sono prese decisioni importantissime per il futuro del nostro comune. Con il quarto punto all'Odg si doveva decidere quali funzioni associare e a quale ente (Unione dei comuni o comune maggiore) secondo quando stabilito dall'art. 16 del DL 138/2011 convertito nella legge 148/2011.

Ma cosa impone ai comuni l'art.16 della suddetta legge?

L'art.16 della legge 148/2011 determina nuove regole per lo svolgimento delle funzioni da parte dei comuni piccoli (da 3000 a 5000 abitanti) e/o piccolissimi (sotto i 1000 abitanti). Infatti la manovra bis dello scorso agosto con l'art.16 impone ai comuni di svolgere le loro funzioni in maniera integrata consorziando i servizi e le stazioni appaltanti ad enti superiori quali le unioni dei comuni. La legge è complessa ed impone un attenta lettura ed interpretazione, comunque è chiaro l'intento del legislatore di creare delle unioni dei comuni che insieme possano in futuro gestire le funzioni e le stazioni appaltanti al fine di razionalizzare il sistema. Già da questa prima considerazione si capisce come la legge miri a creare delle unioni tra comuni che non abbiano un carattere politico-istituzionale ma piuttosto un carattere di servizi integrati al fine di razionalizzare la spesa.

La legge nel testo originale (è notizia delle ultime ore diffusa dall'ANCI che è stata approvata una proroga di 12 mesi da parte del governo) prevede quindi che entro il 31 dicembre 2011 i comuni sotto i 1000 abitanti devono associare tutte le loro funzioni o con altri comuni piccolissimi (sotto i 1000 abitanti) o con unioni dei comuni maggiori. Lo stesso articolo prevede per i comuni sotto i 5000 abitanti l'obbligo di associare almeno due funzioni entro il 31 dicembre 2011 e tutte le funzioni, compresa la stazione appaltante, entro il 31 dicembre 2012. Per quanto riguarda le funzioni di stazione appaltante, stando al testo attuale, la scadenza in verità sarebbe più breve in quanto cadrebbe il 31 marzo 2012. Ma viste le notizie arrivate dall'ANCI nelle ultime ore è necessario aspettare qualche giorno per capire se la proroga coinvolga anche il termine per quanto riguarda le stazioni appaltanti.

Altro aspetto della legge 148/2011 e dell'art.16 da analizzare, prima di discutere delle decisioni prese il 22 dicembre in consiglio comunale, sono i commi 1, 2, 4 e 7.

Infatti l'art.16 al comma 1 prevede che i comuni con popolazione sotto i 1000 abitanti esercitino obbligatoriamente in forma associata tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti. Il comma 2 prevede che possono aderire all'unione dei piccolissimi comuni anche comuni con più di 1000 abitanti associando tutte le funzioni e relativi servizi loro spettanti. Il comma 4 è importantissimo e fondamentale, per una corretta valutazione degli effetti della legge suddetta e delle decisioni che ogni singolo Consiglio Comunale prende o prenderà, in quanto prevede che all'interno delle Unioni in cui siano presenti comuni piccolissimi (sotto i mille abitanti) la programmazione politico-finanziaria (in poche parole i bilanci) sia svolta a livello di Unione e non di singoli comuni, in poche parole se si fa parte di un'unione al cui interno risiede anche un solo comune sotto i 1000 abitanti le funzioni di politica e programmazione finanziaria devono essere svolte dall'unione e non dai singoli comuni. Inoltre il comma 7, infine, prevede che le unioni dei comuni già esistenti all'agosto 2011 alle quali partecipi anche solo un comune sotto i 1000 abitanti sono tenute ad adeguarsi alle regole stringenti per le unioni dei piccolissimi comuni e quindi sono obbligate ad associare tutte le funzioni, compresa la stazione appaltante e la funzione di programmazione finanziaria.

È quindi dalla lettura di questi commi che è importante fare un'altra considerazione: non è conveniente, allo stato attuale, aderire ad un Unione in cui abbia già aderito un comune sotto i 1000 abitanti in quanto stando a quanto deciso nell'art.16 e relativi commi si andrebbe incontro a perdere tutte le funzioni compresa quella di programmazione politico - finanziaria. A questo punto è utile, inoltre, anche in virtù del fatto che allo stato attuale il Comune di Magliano Sabina non ha aderito nè ha fatto richiesta di adesione a nessuna Unione dopo lo scioglimento dell'unione con i comuni di Collevecchio e Stimigliano capire quali e come sono composte le unioni dei comuni oggi esistenti vicino a noi al fine di capire quale scelta sia più giusta.

Nel nostro territorio esistono due unioni dei comuni costituite: l'Unione della Bassa Sabina e la Nova Sabina.

L'Unione della Bassa Sabina è formata dai comuni di Cantalupo in Sabina (1742 abitanti), Forano (3102 abitanti), Montopoli in Sabina (4274 abitanti), Poggio Mirteto (6157 abitanti), Tarano (1495 abitanti) per un totale di 16770 abitanti. Inoltre bisogna considerare che i comuni di Stimigliano (2206 abitanti) e Collevecchio ( 1650 abitanti) una volta sciolta l'Unione della Valle Tevere con noi hanno fatto richiesta di aderire all'Unione della Bassa Sabina. Pertanto a breve l'Unione sarà formata anche da questi due comuni (che hanno già incominciato ad associare alcune funzioni all'Unione della Bassa Sabina) e raggiungerà quota 20626 abitanti.

L'Unione dei comuni Nova Sabina è formata dai comuni di Casperia (1222 abitanti), Montebuono (938 abitanti), Poggio Catino (1377 abitanti), Roccantica (627 abitanti), Selci (1112 abitanti) e Torri in Sabina (1310 abitanti) per un totale di 6586 abitanti.

Allora alla luce di questi dati è utile un ulteriore considerazione e cioè quella che allo stato attuale considerando che all'interno dell'Unione Nova Sabina sono presenti 2 comuni sotto i 1000 abitanti (Montebuono e Roccantica) non è conveniente aderire a questa Unione in quanto anche a noi verrebbero applicate le restrizioni per i comuni sotto i 1000 abitanti descritte nell'art.16 della legge 148/2011, prima fra tutti la perdita da parte del Comune di Magliano della funzione di programmazione economica che aderendo a questa Unione verrebbe come stabilito dalla legge in questione data dall'Unione stessa (con termini che saranno più chiari a gg in virtù della proroga comunicata dall'ANCI).

Altra considerazione da fare, e a nostro avviso fondamentale per una giusta interpretazione strategica della legge, è in base alla consistenza delle unioni.

L'Unione della Bassa Sabina come detto conta allo stato attuale 16770 abitanti che come detto presto con l'adesione di Stimigliano e Collevecchio arriverà a 20626 abitanti. Considerando il fatto che Magliano Sabina conta 3892 abitanti nell'ipotetico caso che il nostro comune aderisse a questa Unione la stessa arriverebbe a rappresentare 24518 abitanti con Magliano che sarebbe il terzo comune in quanto ad abitanti, inoltre l'Unione della Bassa Sabina non avendo al suo interno nessun Comune Sotto i 1000 abitanti garantisce il fatto che ogni comune dovrà sì associare tutte le sue funzioni in due anni ma allo stesso tempo non scatteranno per i comuni aderenti all'Unione della Bassa Sabina tutte quelle regole stringenti descritte nell'art.16 per i comuni sotto i mille abitanti, ma soprattutto aderendo a questa Unione tutti i comuni manterranno la loro autonomia di programmazione economica. In altre parole aderendo all'Unione della Bassa Sabina il Comune di Magliano dovrà sì associare le sue funzioni ma manterrebbe la propria autonomia continuando a fare il proprio bilancio.

La Nova Sabina conta 6586 abitanti (considerando che al suo interno ha, però, due comuni sotto i 1000 abitanti). Nel caso Magliano aderisse a detta Unione la stessa raggiungerà quota 10478 abitanti ma con due comuni sotto i 1000 abitanti.

Si capisce quindi anche dalla lettura di questi dati demografici come, considerando il fatto che questa legge mira all'unione di servizi e funzioni e non ad un'unione politica amministrativa (basta far leggere la legge ad un esperto di enti locali o un economista, come abbiamo fatto noi, per avere la conferma), anche da un punto di vista economico sia più conveniente aderire od associare il servizi all'Unione con un maggiore peso demografico. Infatti la stessa legge prevede oltre alla gestione associata delle funzioni e dei servizi anche il trasferimento della stazione appaltante dai comuni alle Unioni. È quindi facilmente prevedibile che un Unione con circa 20.000 abitanti abbia un potere contrattuale in sede di appalto maggiore di un'Unione con circa 10000 abitanti con il risultato altamente probabile che per uno stesso servizio l'Unione maggiormente forte da un punto di vista demografico riesca ad ottenere condizioni più favorevoli di quelle che può ottenere un'unione che rappresenta come forza demografica la metà. Quindi il rischio vero è che i cittadini dell'Unione più piccola, avendo meno forza in sede di appalto, verranno a pagare per uno stesso servizio una tariffa più alta di un cittadino di un comune aderente ad un'Unione più grande che per forza di cose avrà più potere contrattuale ed in definitiva riuscirà molto più facilmente a garantire servizi ai suoi cittadini a tariffe vantaggiose.

La scelta che ogni Comune dovrà fare si dovrebbe basare, secondo noi, solo su dati economici oggettivi e su dati oggettivi di razionalizzazione e risparmio.

Sarebbe folle invece decidere in base a gelosie e/o invidie tra comuni o in base al prestigio o meno che si avrebbe se si è il primo comune, il secondo o il terzo dell'Unione. Peggio ancora, sempre secondo noi, sarebbe prendere decisioni in base a vecchi, deleteri ed antistorici CAMPANILISMI. Insomma la decisione si dovrebbe prendere solo dopo un'attenta analisi della legge, dei suoi effetti e delle possibilità, mettendo in campo l'unica cosa realmente importante e cioè i CITTADINI DI MAGLIANO e non il prestigio di questo o quel Sindaco, di questo o quell'altro politico. E questo abbiamo proposto di fare anche giovedì 22 dicembre 2011 in consiglio comunale come gruppo Rinnovamento Democratico, ma ancora una volta abbiamo trovato un muro da parte della maggioranza, che dopo un' iniziale e parziale apertura al dialogo da parte del Sindaco Graziani, ha subito dopo richiuso ogni spiraglio con il capogruppo ed ex assessore (meno male per noi e per i Maglianese visto i danni che ha provocato con le sue assurde idee, vedi referendum secessionista) Antonello Ruggeri che, complice forse l'essere stato fatto fuori dalla sua stessa maggioranza di recente, con un intervento pieno di luoghi comuni, di rancore e di un nuovo e deleterio NEOCAMPANILISMO ha emesso la sua sentenza e quella della maggioranza: NOI MAI CON POGGIO MIRTETO! Intervento in cui ancora una volta ha dimostrato tutta la sua faziosità e tutta la sua incompetenza, parlando di leggi ed effetti che nemmeno ha letto od analizzato. Ci chiediamo se Magliano ha ancora bisogno di personaggi del genere che in passato come oggi hanno fatto più danni delle cavallette; ci chiediamo come sia possibile (stando alle notizie apparse sui media locali) anche solo ipotizzare di candidare alla carica di Presidente del Consiglio (figura che dovrebbe essere tutore delle leggi e dei regolamenti in Consiglio Comunale) un personaggio altamente di parte e che negli ultimi mesi ha violato in maniera palese le leggi dello Stato.

Che amministrazione potrebbe essere dunque quella che non sa ragionare sulla scorta di quanto afferma la legge, non avendo un briciolo di lungimiranza strategica ma rinchiudendosi in un guscio fatto di qualunquismo e seguendo silenziosamente le linee dettate da qualche ex assessore emblema di se stesso? Nessuna esitazione e nessuna titubanza per gli assessori, nuovi e vecchi, e per i consiglieri di maggioranza e di pseudo minoranza sull'argomento.

Una decisione che crediamo invece avrebbe, vista la proroga concessa e comunicata dall'ANCI, bisogno di una riflessione profonda da parte di tutte le forze politiche ed associative di Magliano in quanto una volta presa segnerà il futuro della nostra comunità. Essa è liquidata da questa maggioranza con poche parole vuote di contenuti e piene di luoghi comuni che questa volta, però, rischiano di essere seriamente pericolose per il futuro della nostra comunità.

Ma cosa ha deciso la maggioranza giovedì 22 dicembre?

La maggioranza ha deciso di associare le funzioni di Polizia Municipale e Servizi Sociali con l'Unione Nova Sabina mantenendo per i servizi in questione il ruolo di Comune capofila. Nei fatti non è ancora un'adesione ma un'associazione di servizio, ma è chiaro che per la scadenza del 31 dicembre 2012 (quando il comune di Magliano dovrà associare tutte le sue funzioni) questa maggioranza ha già voluto dare un segnale chiaro.

Il gruppo Rinnovamento Democratico per bocca dei consiglieri Francesco Di Basilio e Giovanni Pagani ha manifestato tutte le proprie perplessità e forti dubbi che questa scelta ha comportato, sottolineando come aderendo a questa Unione c'è il rischio concreto di perdere le funzioni di programmazione economico - finanziaria e che comunque questa scelta, a metà di associare i servizi per poi decidere in un secondo momento a quale Unione aderire, sia il sintomo della confusione di idee che regna in questa maggioranza.

Dal Sindaco il nostro gruppo non ha ricevuto risposte chiare e certe, infatti lo stesso ha parlato di fantomatiche quanto fantasiose uscite future dall'Unione Nova Sabina dei comuni sotto i mille abitanti e di altrettanto fantasiose entrate di comuni che oggi fanno parte dell'Unione della Bassa Sabina. Insomma come al solito solo chiacchiere e supposizioni ma nessun confronto e seria discussione nemmeno con i sindaci dei comuni tirati in ballo. Se da una parte Graziani si era detto disponibile ad un dialogo con la minoranza per studiare bene gli effetti di questa legge e le decisioni da prendere dall'altra al solito ai buoni propositi non seguono i fatti e nell'intervento finale, intriso come detto di un campanilismo degno degli anni '50, il capogruppo Ruggeri ha emesso, tra il silenzio dei pedissequi componenti della sua maggioranza, la sua folle e inaudita sentenza: MAI CON POGGIO MIRTETO.

Sia come PD sia come Rinnovamento Democratico non possiamo che non censurare questo antistorico atteggiamento e questa decisione che i cittadini di Magliano rischiano di pagare a caro prezzo. Una decisione che ancora una volta, dopo nemmeno un anno dalla scelta folle poi ritirata di indire un referendum per andare in Umbria, isola Magliano e i suoi cittadini dal resto del nostro territorio di competenza, causando secondo noi un danno incalcolabile alla nostra comunità. Ma quel che fa più rabbrividire sono le motivazioni alla base di questa decisione: la presunta perdita di prestigio che Magliano avrebbe. Per questa maggioranza è chiaro, più importante essere il capo del villaggio che secondi o terzi in città. Per noi invece è importante stare dove si prendono le decisioni e non scappare isolandosi, per noi è importante stare e giocare il nostro ruolo dove veramente gira l'economia e non fare i capi di qualcosa di irrisorio da un punto di vista economico, per noi è importante decidere di stare dove abbiamo la garanzia che i nostri cittadini abbiano servizi e tariffe favorevoli e non far pagare di più i servizi ai nostri cittadini solo per lo sfizio di dire di essere il primo di un'unione di "nani" o per garantire, posizioni di privilegio a qualcuno a spese dei cittadini.


Direttivo PD Magliano Sabina

A cura del gruppo Politiche Economiche ed Enti Locali


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