martedì 3 gennaio 2012

L'amministrazione con il "vizietto"

Nel Consiglio Comunale del 30 dicembre 2011 oltre a parlare di LSU e Servizi Pubblici Locali, solo dopo la proposta del gruppo consigliare di minoranza è bene ricordarlo, è successo anche qualche altra cosa degna di nota.

L' Amministrazione Comunale guidata da Alfredo Graziani ha ancora una volta violato in modo palese le Leggi dello Stato. Nulla a cui non fossimo già abituati, ma vista l'importanza della vicenda in questione, vale a dire la risposta all'interrogazione consigliare del nostro gruppo sulla questione arsenico, e sopratutto vista la superficialità con cui è venuta la risposta del Sindaco, non possiamo non dare denunciare la gravità della cosa.

Ma facciamo maggior chiarezza.
Nel preliminare del Consiglio Comunale il Consigliere Comunale e segretario del PD locale Francesco Di Basilio ha chiesto al Sindaco e al Segretario Comunale il perchè dell'assenza dai punti all'Odg della risposta all'interrogazione presentata dal Gruppo Rinnovamento Democratico riguardante il problema delle concentrazioni di arsenico nel civico acquedotto e sui consumi Enel anomali del dearsenificatore . Tale interrogazione è stata presentata il 28 novembre 2011 ed essendo passati oltre 30 giorni la risposta doveva per legge essere messa all'Odg.
C'è di più; la Legge 267/2000 meglio conosciuta come Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) all'art. 43 comma 3 recita "Il Sindaco o il Presidente della Provincia o gli assessori da essi delegati rispondono, entro 30 giorni, alle interrogazioni ed ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consigliare".

Dal momento che il nostro gruppo consigliare non aveva ricevuto, nè, aggiungiamo, ha ricevuto a tutt'oggi nessuna risposta scritta all'interrogazione in questione, che pur doveva pervenire come da legge, ha chiesto lumi nel preliminare del Consiglio Comunale.
La risposta del Sindaco ancora una volta è stata arrogante ed irrispettosa sia di quelle che sono le prerogative e diritti di una minoranza consigliare in democrazia sia delle Leggi dello Stato che invece ha giurato di rispettare quando è stato investito del mandato. Graziani di tutto punto ha avuto il coraggio di rispondere che non c'è stato tempo per rispondere e che avrebbe risposto appena poteva.
Una risposta sprezzante di ogni Regola e Legge, una risposta in poche parole intollerabile ed inaccettabile alla luce anche delle tante risposte che i maglianesi attendono su una vicenda che doveva concludersi già diversi mesi fa. Probabilmente impegni propagandistici come l'assemblea pubblica sul resoconto degli ultimi due anni e mezzo di amministrazione hanno sovraccaricato di lavoro questa amministrazione, che proprio in quella occasione non ha fatto altro che raccontare ad un esiguo numero di cittadini la solita storiella sentita ormai troppe volte proprio sulla vicenda dell'acqua.
Non c'è stato tempo insomma per rispondere a frivolezze come quelle che interessano la salute dei cittadini che da aprile dell'anno scorso continuano a non poter usufruire dell'acqua pubblica.

La minoranza non ha potuto far altro che mettere a verbale dalla Segretaria comunale che il Sindaco e l'Amministrazione hanno palesemente e senza giustificazione violato la legge 267/2000 art.43 ed allo stesso tempo ha chiesto di mettere a disposizione del gruppo consigliare il verbale in questione per gli usi di legge consentiti.

Non è la prima interrogazione in cui viene violata la legge sopracitata, così come non è la prima volta che questa amministrazione viola le regole.
Ne sono esempi più che noti alcuni come la celebre violazione dell'art.78 comma 2 del TUEL con l'approvazione delle integrazioni salariali a mogli, parenti ed affini di alcuni assessori e alle numerosissime violazioni di regolamento che questa Amministrazione ha fatto in questi 2 anni e mezzo (ci siamo sbizzarriti e abbiamo fatto l'elenco dettagliato che presto renderemo pubblico) di mandato in cui le Leggi dello Stato, lo Statuto Comunale e il regolamento del Consiglio sono stati messi letteralmente sotto i piedi da questa amministrazione di centrodestra.

E' per questo continuo comportamento divenuto ormai intollerabile, prima ancora che scostante, che nei prossimi il gruppo consiliare insieme alla direzione del Partito Democratico analizzeranno la questione e decideranno come procedere, non escludendo a questo punto di ricorrere ad Enti superiori che possano far ristabilire semplici regole democratiche e il rispetto della legge che questa Amministrazione ha ancora una volta ignorato. Lo facciamo per vedere una volta per tutte rispettati i nostri diritti e le nostre libere opinioni, le opinioni di chi è chiamato a tutelare l'altra metà della cittadinanza che in noi si è riconosciuta.

Un ultima cosa la vogliamo dire: l'interrogazione in questione riguarda un problema serio, un problema che per prima l'amministrazione stessa dovrebbe riconoscere come tale proprio perchè mette in pericolo la salute dei cittadini. Ci teniamo a sottolineare come siano stati il Partito Democratico e la minoranza in questi mesi gli unici a cercare di far luce sulla questione. Abbiamo presentato interrogazioni, fatto accesso agli atti e reso pubblico tutto quello che sapevamo. Dall'altra parte il vuoto: nessuna plausibile spiegazione alle nostre perplessità, nè alcuna proposta per porre rimedio al problema. Non hanno avuto tempo, lo ha detto il Sindaco.
Abbiamo sentito e risentito in questi mesi solo tante storielle che non hanno trovato riscontro in nessun documento ufficiale. Per le storielle evidentemente il tempo lo hanno trovato.
Evidentemente per questi personaggi non è un problema che i cittadini continuino a pagare per intero e come potabile l'acqua del civico acquedotto. Evidentemente è stato più importante per questi pseudoamministratori, a proposito di acqua, installare un'inutile ed ingombrante fontana in piazza.
Certo verrebbe quasi da ridere nel pensare che sono gli stessi personaggi che qualche anno fa, all'epoca della prima emergenza arsenico risolta dall'Amministrazione Lini in appena 3 mesi e con l'ottenimento di un finanziamento di 350.000 per l'istallazione del Dearsenificatore, invitavano i cittadini a recarsi agli uffici comunali per richiedere indietro parte della bolletta.

Quando si dice la coerenza!

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