domenica 29 gennaio 2012

LSU: Una soluzione c'è, basta volerlo


Vogliamo tornare sull'argomento dei 18 LSU rimasti fuori dai contratti a tempo determinato stipulati dal Comune di Magliano Sabina a seguito dell'accordo raggiunto in Regione dal Sindaco Graziani il 27 dicembre scorso che ne ha salvati solo 16.
Lo facciamo perchè ci sembra giusto che tutti sappiano che in questo momento ci sono 18 ex LSU che, ingannati dalla Regione, sono rimasti senza stipendio e soprattutto senza sapere quando e come riceveranno il Contributo Una Tantum di €35.000 che spetta loro.
18 famiglie che oggi sono senza reddito, alcuni delle quali alle prese con situazioni difficili da affrontare. Abbiamo incontrato questi lavoratori e abbiamo raccolto il loro disagio e per loro stiamo lavorando. Ma da chi ci Amministra e avrebbe avuto il dovere di tutelare chi ha servito questo comune fino al mese scorso, quali risposte sono pervenute? L' indifferenza al problema e un assordante SILENZIO!

L'unico grande sforzo che nell'ultimo mese e mezzo questa Amministrazione e questo Sindaco allo sbando hanno saputo produrre è stata una lettera inviata ai responsabili regionali, in cui si richiede che venga erogato il contributo a questi lavoratori nel più breve tempo possibile. La data del protocollo segna 26 gennaio 2012. Roba da non credere, siamo, anzi sono, sempre in ritardo su ogni cosa! Una lettera inviata 26 giorni dopo che questi lavoratori sono rimasti senza soldi e senza reddito, solo dopo che gli stessi hanno dovuto sbattere il loro disagio in faccia al Sindaco e all'assessore Berni. Da rimanere senza parole!

Ma oltre a quello che vogliamo definire come un comportamento irrispettoso nei confronti di 18 famiglie in difficoltà, abbiamo interpretato, e con noi anche i diretti interessati, questa lettera come un “rattoppo” messo là tanto per dimostrare che qualcosa si è fatto. Ma la verità è un'altra: dal 30 dicembre, giorno in cui il nostro gruppo consiliare presentò un punto all'Odg che mirava a riaprire le trattative, cassato senza se e senza ma dalla maggioranza, questa amministrazione non ha fatto assolutamente nulla per risolvere la faccenda, non è stata in grado di portare a casa alcuna riposta seria e concreta per questi lavoratori; l'unico sforzo è stato scrivere questa lettera inviata con notevole ritardo sui tempi. Gli amministratori con i diretti interessati sono stati chiari: non possiamo fare nulla! Come dire, passata la festa, gabbato il Santo.

Il rispetto per il lavoro e per la dignità di queste 18 persone è stato completamente calpestato, rispetto per coloro che in tanti anni hanno assicurato, insieme ai loro colleghi, il mantenimento di servizi essenziali presso il Comune. A questi, vogliamo ricordarlo, sono stati promessi mari e monti negli ultimi anni, basti ricordare i famigerati incontri della lista Insieme per Magliano (come amano definirsi) in campagna elettorale con gli stessi lavoratori per comprendere al meglio ciò a cui ci riferiamo quando parliamo di illusione e di dignità calpestata. Questi lavoratori meritano di più di una semplice lettera per lavarsi la coscienza, questi lavoratori meritano risposte e proposte.

Nelle ultime settimane e negli ultimi giorni il nostro Circolo, in stretta collaborazione con il Gruppo Consiliare di Rinnovamento Democratico, il Consigliere Regionale Mario Perilli ed alcune rappresentanze sindacali, ha seguito e studiato a fondo la vicenda in diversi incontri con i 18 ex LSU, al solo scopo di trovare una soluzione efficiente e dignitosa per questi lavoratori in difficoltà. Da questi incontri è emersa una possibilità che, a nostro avviso, l'amministrazione di Magliano Sabina dovrebbe cercare di perseguire.

La proposta è quella di far rientrare al lavoro questi 18 ex LSU fino al momento in cui la Regione Lazio deciderà di erogare il contributo Una Tantum di €35.000, finanziando gli stessi attraverso vaucher formativi, al fine di garantire a questi lavoratori, ricordiamo alcuni essere in grosse difficoltà, una forma di sostentamento. Una proposta che crediamo fattibile e che siamo convinti debba essere attentamente valutata dall'amministrazione, in quanto eviterebbe che un problema occupazionale presto, molto presto, possa diventare un serio problema sociale. Gli incontri conseguiti in questi giorni tra lavoratori, organizzazioni sindacali e nostre rappresentanze in Regione sono stati finalizzate allo scopo di lavorare ad atti che possano aiutare questa ipotesi.

Allo stesso tempo siamo venuti a conoscenza del fatto che un certo numero di questi lavoratori, visto il cambio del quadro legislativo avvenuto il 22 dicembre 2011, cioè dopo il termine fissato imposto loro per la scelta del 15 dicembre, avrebbe espresso il desiderio di rivedere la propria scelta proprio in virtù delle nuove condizioni. Lo spiegammo in aula già il 30 dicembre e lo ribadimmo su queste pagine nei giorni seguenti: sarebbe stato giusto ed equo permettere ad essi di rivedere la propria scelta. In fin dei conti in ogni concorso o selezione che si rispetti, se nel frattempo cambiano le regole, si riaprono i termini. Ma l'amministrazione Graziani come al solito, presa com'è da manie di protagonismo, ha scelto un altra via, una via solitaria, la stessa scelta per la vicenda ospedale, ed è giusto anche che se ne assuma ora tutte le responsabilità.


Dallo studio che abbiamo condotto è emerso che molte Amministrazioni hanno deciso, e ribadiamo, hanno deciso, di assumere questi lavoratori con i contratti proposti dalla Regione non calcolando questo come spese di personale che potessero incidere sulla spesa corrente dell'Ente, dal momento che queste assunzioni sono finanziate dal Fondo Sociale Europeo. Come al solito si tratta e si è trattato di una scelta.
Allora se è giusta l'interpretazione data da queste amministrazioni, automaticamente non esisterebbero più vincoli in merito alle incidenze delle spese di personale sulla spesa corrente (prima del 22.12.2012 del 40% e dopo del 50%) ed è dunque logico, e forse più facile, trovare una soluzione con la Regione per far rientrare in questi contratti anche quei lavoratori che, usciti in seguito ad un inaccettabile ricatto, vorrebbero rientrare.

Non si vuol chiedere al PD di Magliano? Non importa, basterebbe già confrontarsi con altre amministrazioni e le organizzazioni sindacali e capire se tali soluzioni sono perseguibili. Questo secondo noi avrebbe dovuto e dovrebbe fare un Amministrazione che tiene alle sorti di queste 18 persone, che sa cosa sia il rispetto per il lavoro in un momento come quello attuale, e non continuare uno stucchevole quanto inaccettabile scarico di responsabilità, anche sui funzionari comunali. Ma da chi è sempre stato abituato a illudere con le storielle, come quelle raccontate in campagna elettorale, per poi fare orecchie da mercante davanti al fatto compiuto, non possiamo che attenderci il solito silenzio, come consuetudine di questa effimera amministrazione di “figurine ” e “alzamano a comando”, mentre a Magliano c'è gente che continua a pagar dazio ad ogni loro errore.

Il PD di Magliano continuerà il suo lavoro insieme a questi lavoratori in silenzio. Una soluzione c'è, ed in fondo è sempre una questione di scelta.


Circolo PD Magliano Sabina

A cura del Gruppo politiche Sociali e del Lavoro


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