venerdì 6 gennaio 2012

Polverini bocciata in sanità:

Gli esperti del ministero denunciano: situazione fuori controllo, si spende troppo per consulenze, farmaci e accordi con i privati. Un buco di 841 milioni di euro. E questa situazione sanitaria potrebbe avere pesanti ripercussioni sull'assistenza ai cittadini e sull'occupazione

Che il 2011 sia stato per lei un anno horribilis Renata Polverini l'aveva capito da un po'. Ma la bocciatura sulla sanità, cavallo di battaglia del governatore del Lazio, proprio non se l'aspettava. Dopo essere diventata la nuova Regina della Casta a causa della decisione di estendere i vitalizi anche agli assessori esterni della sua giunta - ossia i 14 su 15 che non sono stati eletti nel consiglio regionale e che così vengono premiati con un regalo da oltre un milione di euro l'anno - ora gli esperti del governo che valutano l'efficacia della sua politica sanitaria le hanno rovinato definitivamente le feste. Bloccando l'erogazione di altri fondi statali.

"L'Espresso" ha trovato il resoconto della riunione del 14 dicembre. Lì la stessa Polverini, che è commissario della sanità laziale, si è dovuta confrontare con i rappresentanti dei vari ministeri incaricati di verificare le misure delle regioni e con quelli del Comitato permanente nazionale che vigila sul rispetto dei livelli essenziali di assistenza medica: il Lazio è un sorvegliato speciale perché ha un deficit sanitario che sfiora il miliardo di euro.

Quel giorno la Polverini era fiduciosa: chiedeva lo sblocco di fondi per 50 milioni di euro. La risposta è stata secca: non se ne parla nemmeno. Di più: visto il «grave ritardo con cui sta procedendo nell'adozione dei provvedimenti di attuazione del Piano di rientro e del mancato rafforzamento della governance regionale del sistema», i controllori hanno deciso che non sganceranno più un soldo finché la Polverini non si metterà in riga e dimostrerà di riuscire a rispettare gli impegni presi per abbattere il deficit.

Ma cosa avrà mai combinato la Regione Lazio? Andiamo con ordine, e spulciamo le 17 pagine delle conclusioni della riunione, partendo dalla voce "costi". Se quello del personale - ossia gli stipendi per l'armata di medici, infermieri e portantini - è «superiore» al tetto programmato, i controllori evidenziano pure «un mancato rispetto degli obiettivi» in materia «di consulenze e prestazioni acquistate dai medici specialisti convenzionati»: insomma è stata superata sia la spesa per i dipendenti sia quella per la sanità privata.

Per i farmaci si prevede un'uscita maggiore, rispetto all'anno passato, di 29 milioni di euro, mentre le "consulenze sanitarie e non" costeranno 30 milioni di euro in più. Alla fine della fiera, ci si aspetta «un disavanzo non coperto di 75 milioni di euro» rispetto a quello previsto a inizio anno: il buco globale - nella migliore delle ipotesi - si attesterà a 841 milioni tondi tondi. Ma in molti temono che si possa arrivare a sfondare quota 900. Eppure solo sette giorni prima, presentando la Finanziaria regionale del 2012, la Polverini prospettava addirittura un "avanzo sanitario" da 45 milioni di euro: «E' la prima volta che accade nella storia di questa regione. Sono soldi che possiamo mettere in campo», aveva detto felice il presidente.

Gli esperti, poi, entrano nei dettagli. A gamba tesa. Evidenziando problemi di ogni tipo e una zona grigia che avvolge i principali accordi con i privati. I protocolli d'intesa con il Policlinico Gemelli, ospedale vaticano in grave crisi finanziaria, «non sono ancora pervenuti»; né sono arrivati i chiarimenti richiesti su questioni di budget e rendicontazioni del nosocomio pontificio: i 25 milioni di euro che dovevano essere girati se l'accordo fosse stato promosso, dunque, sono rimasti bloccati. Stessa sorte per i 12,5 milioni per il centro privato Santa Lucia: l'accordo firmato dalla Polverini non ha convinto i supervisori statali, che considerano lacunosa la documentazione e vogliono saperne di più. Pure l'accordo con l'Ospedale israelitico (che sarebbe stato addirittura «sottoscritto senza metterne a conoscenza i ministeri affiancanti») presenta «gravi criticità» sotto l'aspetto finanziario e gestionale. Stessa considerazione per altre strutture private: giudizi negativi per i contratti con il Campus Biomedico, con l'Aurelia Hospital, con il San Raffaele Pisana.

Fonte "L'Espresso"

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