mercoledì 8 febbraio 2012

Tagli alla sanità: GdF scopre evasione da 14 milioni di euro

In questi giorni è stata diffusa dalla Guardia di Finanza la notizia che una nota casa di cura romana avrebbe evaso 14 milioni di euro di tasse. Risulta inoltre che la stessa abbia arretrati anche nei confronti dei lavoratori che non percepirebbero lo stipendio da svariate mensilità. Fino qui sembrerebbe una notizia della cronaca della Capitale. Poi si scopre che questa clinica si gioverebbe dei rimborsi del convenzionamento regionale e di altri enti pubblici.

Ed allora ritornano alla mente tutti i dubbi che molti di noi nutrono rispetto all'utilizzo delle ingenti risorse pubbliche sul sistema sanitario regionale a fronte di un servizio che i cittadini considerano – per tempi di attesa, per condizioni di ricovero e per disomogeneità territoriale dei servizi – ogni giorno più scadente e difficile da apprezzare, soprattutto se messa in relazione ai costi per le finanze pubbliche, ed oggi sempre di più anche per le tasche dei cittadini.

Tale situazione già oggi esplosiva si mantiene sol perché incide nella condizione di bisogno che grava sui malati e sui rispettivi familiari.

La notizia rende inoltre ancor più insopportabili i tagli ed i sacrifici imposti ingiustamente a tutte le province del Lazio, concentrando tutti i servizi di alta specializzazione nella città di Roma, con una scelta incomprensibile e scellerata, e sguarnendo il territorio laziale di presidi sanitari vitali per i cittadini, mentre persistono queste situazioni che arrecano allo Stato il doppio danno del finanziamento pubblico e del mancato pagamento delle imposte.

Per questa ragione ci domandiamo se per il rispetto che si deve ai contribuenti onesti non sia arrivato il momento di disporre una indagine accurata sugli accreditamenti, sui servizi pagati e su quelli resi ai malati, sulla qualità ed appropriatezza dei medesimi tenuto conto che le tariffe assicurate dalla Regione Lazio risultano essere le più alte del Paese. Ci domandiamo inoltre perché queste istituzioni private debbano continuare ad essere concentrate tutte nella città di Roma o nell'immediato interland e non possano invece essere trasferite sul territorio delle province, magari utilizzando le strutture dismesse in modo da assicurare alle casse regionali anche qualche risparmio.

Aspettiamo comunque fiduciosi le iniziative che saranno intraprese rispetto all'attività di verifica nel settore dal momento che fino ad oggi i controlli regionali hanno dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.


Vincenzo Lodovisi - Coordinatore Provinciale PD

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