martedì 8 maggio 2012

Quello che non vi dicono (e non vi vogliono far vedere)



Nella serata di lunedì si è riunito il Consiglio comunale. Tra gli argomenti in discussione spiccavano due punti all'ordine del giorno. Una risoluzione del Consiglio comunale,  proposta dal gruppo consiliare Rinnovamento Democratico, contro la chiusura del laboratorio analisi e la riduzione degli interventi di oculistica e il 118. E un punto all'ordine del giorno, proposto dal gruppo Magliano Insieme che chiedeva la riduzione dei rimborsi pubblici ai partiti.

Dalla discussione è emersa, come sempre, la chiarezza delle posizioni del gruppo Rinnovamento Democratico sull'ospedale e la confusione politica della maggioranza (il capogruppo di Magliano Insieme Antonello Ruggeri è arrivato a sostenere che la chiusura dell'ospedale è colpa dei cittadini maglianesi). Sul versante dei soldi ai partiti il goffo tentativo di alzare l'ennesima polemica strumentale contro le forze politiche locali è terminato con un grottesco autogol. Il nostro gruppo ha votato a favore e il nostro consigliere comunale Francesco Di Basilio ha rinunciato al gettone di presenza da consigliere in coerenza a quanto votato. Peccato che nessuno dalla maggioranza, che pure ha presentato, a questo punto strumentalmente, la proposta si è associato. Ovviamente anche il sindaco e gli assessori, che percepiscono un compenso, si sono guardati bene dal rinunciare. Alla faccia della coerenza!
Ma andiamo con ordine, facendo una piccola cronaca, dal nostro punto di vista, della seduta del consiglio comunale ovviamente convocata di lunedì sera altrimenti qualche notabile consigliere di maggioranza non si sarebbe potuto scomodare...

OSPEDALE. Ciò che sta succedendo all'ospedale è ormai sotto agli occhi di tutti. La nostra struttura sta scomparendo nel silenzio degli nostri amministratori. Inutile ricordare che nessuno dei referenti di questa amministrazione, dall'amico (del sindaco Graziani) Antonio Cicchetti del Pdl al vicepresidente della Regione Luciano Ciocchetti dell'Udc (partito che esprime il vicesindaco Fabio Di Giamberardino) ha fatto nulla per il nostro ospedale, malgrado i loro amici maglianesi si sono spesi tanto per difenderli e per mettere in giro, proprio quando si doveva difendere tutti uniti l'ospedale, fantomatiche promesse che sono esistite solo nell'immaginazione di qualcuno di questi improbabili amministratori.
Oggi ci troviamo a dover difendere anche l'elemosina che ci hanno concesso dopo la chiusura del Pronto Soccorso e dei reparti. Come molti sanno infatti rischia il laboratorio analisi e il servizio oculistica, tra l'altro guidato dal dottor Domenico Gatti, consigliere di maggioranza che noi abbiamo sempre difeso nella qualità di ottimo professionista. In commissione sanità dopo la proposta del nostro gruppo si era arrivati all'accordo su un documento comune che diffidava il direttore generale della Asl a portare a compimento tali tagli. Lunedì, visto l'accordo con i consiglieri Gatti e Pagliani membri della commissione, c'era l'occasione di dare un segnale forte di unità alla popolazione e ai cittadini presenti in aula.
Ma qualcuno dalla maggioranza ha pensato bene, ancora una volta, di distinguersi. Per esempio l'assessore Giulio Falcetta ha tentato ancora una volta di prenderla con la politica in generale dicendo che la situazione dell'ospedale è figlia di responsabilità di tutti i partiti. È stato fin troppo facile per il consigliere Francesco Di Basilio ribattere che sono gli atti a parlare e a smentire tale tesi di comodo. L'ex assessore regionale di centrosinistra Augusto Battaglia investì nelle sale operatorie e nei reparti nonché nell'organizzazione, confermando l'impegno di mantenere aperto il nostro ospedale di frontiera. La Polverini e i partiti della sua maggioranza, amici di gran parte della nostra amministrazione, lo hanno chiuso. Mettere tutti nello stesso calderone per nascondere le vere responsabilità può far comodo a qualche aspirante capo del centrodestra locale, ma di certo non è nell'interesse di Magliano e tantomeno della verità.
Potremmo parlare poi (dobbiamo proprio purtroppo!) del vicesindaco Fabio Di Giaberardino che in un confuso intervento ha richiamato all'unità, dimenticandosi sia ciò che ha fatto la sua maggioranza nell'ultimo anno sia il fatto che il suo principale referente politico, di cui va orgogliosamente fiero, è quel Luciano Ciocchetti vicepresidente della Regione e sostenitore del piano della Polverini che sta cancellando il nostro ospedale. Ma lunedì sera in maggioranza c'è chi si è fatto riconoscere ancora di più. In negativo ovviamente. Stiamo parlando dell'ex (per fortuna) assessore Antonello Ruggeri che ha detto chiaro e tondo che se l'ospedale ha chiuso è colpa dei maglianesi che non lo hanno difeso abbastanza. Siccome Ruggeri è tuttora capogruppo di maggioranza e siccome nessun consigliere del gruppo consiliare si è dissociato siamo autorizzati a pensare che questa è la posizione dei consiglieri di maggioranza.


SOLDI ALLA POLITICA. Ancora più penoso è stato lo spettacolo dato dalla maggioranza durante la discussione dell'ordine del giorno, proposto da Magliano Insieme, che chiedeva partiti di ridurre i rimborsi elettorali ai partiti. Tema che consideriamo serio e degno di un'attenta riflessione a tutti i livelli di governo. Come ha ampiamente riportato la stampa nazionale il Pd, ormai da qualche settimana, ha presentato una proposta che mira a dimezzare il tetto degli attuali rimborsi ad iniziare dalla prossima rata. Inoltre il Pd ha presentato, nella stessa proposta, un sistema di rimborso legato alla volontarietà dei contribuenti. Ancora una volta insomma il tentativo di dire che sono tutti uguali non ha fondamento alcuno. Ma torniamo alla proposta.
Nella proposta avanzata dalla maggioranza, per "coincidenza" preceduta da una campagna del movimento Magliano Insieme sui muri, si parla di sobrietà e trasparenza e si danno dati sul contributo ai partirti. Ma sobrietà e trasparenza sono due concetti che ci appartengono. Così abbiamo voluto vedere fino a che punto gli attuali amministratori di maggioranza credevano in questi concetti per svelare eventuali loro manovre strumentali. Crediamo infatti che tali concetti non vadano riferiti solo a entità lontane come il governo o il parlamento, ma anche alle varie amministrazioni locali. Allora ci chiediamo, è trasparente un'amministrazione che pubblica solo una parte le delibere su internet? E' trasparente un'amministrazione che nega le riprese video nelle sedute, pubbliche, del consiglio comunale? E' credibile un'amministrazione che chiede ai partiti di rendere pubblici i bilanci ma non lo fa con quelli del proprio comune e delle proprie aziende partecipate? E' sobrio chiedere tagli ai partiti e allo stesso tempo tenere tasca, come fanno sindaco e assessori, cellulari I-phone pagati dai contribuenti? E' credibile che a chiedere equilibrio ai partiti sia un'amministrazione dove ci sono amministratori che hanno votato aumenti di stipendio a mogli e parenti?
Tutte queste domande ci siamo fatti alla vigilia del consiglio. Con una sola risposta. E' comunque giusto in un momento come questo stringere due volte la cinghia. "Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi", questa frase di Enrico Berlinguer in una famosa intervista a Eugenio Scalfari, e ancora oggi, soprattutto oggi, attuale. È seguendo questo insegnamento che non si può chiedere solo agli altri sacrifici. Se chiediamo sacrifici, dobbiamo essere i primi a farne. Per questo il consigliere e segretario del Pd Francesco Di Basilio, dichiarando il proprio voto favorevole ha annunciato che coerentemente rinuncerà ai gettoni di presenza maturati e a quelli futuri. E si sta lavorando per fare lo stesso a livello di gruppo. Dalla maggioranza non si è mosso nulla. Nessuno ha rinunciato al gettone. Nessuno ha rinunciato al compenso. Nessuno ha rinunciato ai cellulari pagati dai cittadini che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Fotografia più realistica di un gruppo di amministratori bravi solo nelle parole non poteva esistere.